Rodotà (ex Pci): dalle nuove Br “Parole deprecabili, ma comprensibili”

Stefano-Rodot

21 sett – Stefano Rodotà, ex membro del Pci, giurista e candidato del MoVimento Cinque Stelle nella corsa alla Presidenza della Repubblica dello scorso aprile, commenta il messaggio con il quale le nuove Brigate rosse hanno fatto riferimento ai fatti della Valle di Susa.

Parole deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico – ha dichiarato Rodotà al termine di un convegno organizzato a Torino dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua – Dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull’infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un’impresa che rischia di rimanere sospesa”.

Parigi ha dichiarato di “pubblica utilità” il cantiere della Torino-Lione ma non ha stanziato una cifra precisa per l’opera. Secondo Rodotà si tratta di “un sostanziale rinvio, che può apparire come una rinuncia a costruire la parte francese della linea”.

Intanto gli inquirenti sembrano aver individuato gli autori del messaggio delle le nuove Brigate rosse. Sarebbero Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, in carcere a Catanzaro dal 2007 con l’accusa di essere esponenti del Partito comunista politico-militare. I due non possono utilizzare Internet, ma non sono sottoposti a restrizioni, secondo quanto hanno riferito alcune fonti, per quanto riguarda la corrispondenza.
L’ipotesi che viene fatta, dunque, è che Davanzo e Sisi abbiano scritto a un loro familiare o a un conoscente, utilizzandolo come intermediario ed incaricandolo di inserire un post con il loro messaggio ai No Tav sul sito Secours Rouge International.

 



   

 

 

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