Disastro Monti: Corte dei Conti boccia l’austerity, crisi e’ costata 230 miliardi

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28 mag. – L’austerita’ ha contribuito ad aggravere la crisi che, nel caso dell’Italia, e’ ‘costata’ 230 miliardi di euro. Il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, non usa giri di parole per bocciare le politiche adottate negli ultimi anni dai paesi europei. Nel corso della presentazione del Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica, Giampaolino ha sottolineato che “l’intensita’ delle politiche di rigore adottate dalla generalita’ dei Paesi europei e’ stata, essa stessa, una rilevante concausa dell’avvitamento verso la recessione”.

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E l’austerita’ non ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati: “L’adozione di una linea severa di austerita’ – oggi oggetto di critiche e ripensamenti – non ha, per altro, impedito che gli obiettivi programmatici assunti all’inizio della legislatura fossero mancati”. Secondo il presidente della Corte dei Conti, inoltre, “in Italia, nel periodo 2009-2013, la mancata crescita nominale del Pil ha superato i 230 miliardi”. Per la Corte dei Conti si tratta di “un dato sintetico che fornisce un’immediata percezione delle difficolta’ di gestione del bilancio pubblico mentre l’economia non cresce piu'”.

La ricetta della magistratura contabile e’ semplice. “Cio’ che serve all’Italia e all’Europa sono stimoli per crescere di piu’, non deroghe per spendere di piu'”. Giampaolino ha poi rilevato come il nuovo governo abbia intraperso una strada nuova rispetto ai “consistenti aumenti di imposte” che ci sono stati “a partire dall’estate 2011”. E proprio sul fronte delle imposte il vice ministro dell’Economia Luigi Casero ha annunciato oggi che inizieranno a breve i lavori per la riforma dell’Imu con i risultati attesi per il 31 agosto.

Ottimo successo infine per l’asta dei Ctz a 24 mesi (scadenza 31 dicembre 2014): il Tesoro ha venduto tutti i 2,5 mld a fronte di un imoprto richiesto pari a 3,9 mld. La domanda cioe’ e’ stata 1,57 volte l’offerta. Il tasso e’ sceso al minimo storico dell’1,113% dall’1,167% dell’asta precedente. Il Tesoro ha collocato anche 987 mln di Btp a 5 anni indicizzati all’inflazione (scadenza 15 settembre 2018) ad un tasso dell’1,83%. Anche in questo caso l’offerta e’ stata sostenuta e pari a 1,82 mld. Positivi gli effetti sullo spread in calo a 255 punti base in una giornata molto positiva per le borse europee con Milano che registra i guadagni maggiori.

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4 Commenti per “Disastro Monti: Corte dei Conti boccia l’austerity, crisi e’ costata 230 miliardi”

  1. Monti avrebbe tolto “poco a tanti ?” Non diciamo cazzate. Ha distrutto il settore dell’edilizia, rendendo non conveniente investire in immobili (tutti sanno che il mercato dell’edilizia è fatto dalle seconde case, dato che l’80% degli italiani possiede già la prima). Ha distrutto il settore dell’auto, della meccanica e del lusso con superbollo, accise, e redditometro. E’ riuscito in tre settimane soltanto (dall’11 novembre al 5 dicembre 2011) a stroncare tutti i comparti-cardine dell’economia italiana con misure fiscali da imbecille.

    Monti ha tolto moltissimo a tutti. E’ un degno membro della peggior classe politica del mondo.

  2. maria fioravanti

    La scoperta dell’ acqua calda. E adesso che facciamo? Chiudiamo la stalla dopo che i buoi sono scappati? Monti è stato coerente: toglieva il poco ai tanti piuttosto che il tanto ai pochi ed ha chiamato i paesi stranieri ad investire in Italia dove grazie alla sua politica dello scudiscio si potevano fare ottimi affari! E nessuno ha obiettato nulla. Il boia fa per mestiere quello di fare esecuzioni su mandato. Napolitano lo ha incaricato scavalcando la costituzione e tutti hanno acconsentito. Va bene non conoscere la storia,ma ignorare anche la cronaca!:-(

  3. concordo con l’articolo

  4. piergiorgio lamperti

    bene

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