Bologna: italiani sul lastrico, case pagate per gli immigrati

BOLOGNA, 15 ott –  Il Comune paga alcuni privati affinché diano delle case in affitto agli immigrati, i quali pagano poi un canone molto esiguo (alcuni pagano anche 50 euro).

Funziona così. Il Comune e l’Acer (l’ex Iacp), individuano appartamenti di privati a cui offrono di fare un contratto, pagare completamente l’affitto, le caparra e l’agenzia immobiliare che ha trovato la soluzione e ci inseriscono il nucleo familiare.

Esistono già le case popolari gestite dall’Acer che assegna circa 12.400 appartamenti a cittadini in graduatoria di tutti i gruppi etnici, e anche con tutte le tipologie di problemi, ma non basta. Così il Comune spende in affitti per altri immobili destinati solo agli immigrati altri 734mila euro. Di questi 630mila in canoni di locazione, 68 mila in spese accessorie e 35 mila circa per la gestione di Acer (guarda i documenti reperiti dal Comune di Bologna). La cifra diventa poi 1 milione 300mila euro grazie ad altri interventi sociali connessi.

Si chiamano “interventi di seconda accoglienza” perché “la prima” è il trasferimento del soggetto da dove è accampato abusivamente in strutture preposte. In molti casi sono rom e rumeni ma non solo. Gli appartamenti dove finiscono sono anche di rilevante qualità visto che il canone può essere di 800 euro mensile in estrema periferia della città. Gli interventi connessi per l’assistenza specifica, le strutture d’affidamento, i piani sociosanitari fanno poi gonfiare la spesa fino a 1milione 300mila.

“Siamo completamente fuori di testa” è la dichiarazione di Lucia Borgonzoni della Lega Nord che ha sollevato il caso. “Se un italiano finisce per strada non credo ci si adoperi con lo stesso tipo di aiuto. Basta guardarsi in giro e capire che disastri sta facendo la crisi su tutte famiglie. Non capisco perché ci debba essere questa disparità di trattamento. Voglio andare fino in fondo su questa vicenda”.

Quello che appare dagli interventi è l’assenza di una piano. L’aiuto pubblico non è ancorato a una fase transitoria in cui si spera che l’immigrato possa migliorare la propria condizione ma si manifesta come puro assistenzialismo. E con i tagli in corso il dato appare ancora più distorto e paradossalmente discriminatorio. “Comportamento che non si adotta per una famiglia, per un singolo come i padri separati, per gli esodati che finiscono per strada o dormono in macchina, ai quali si risponde che non ci sono risorse per aiutarli”, chiude la Borgonzoni.

“Troppo complesso il tema per parlarne adesso al telefono” ci ha risposto l’assessore alle politiche sociali Amelia Frascaroli interpellata. L’assessore si è anche detta disponibile a spiegarci tutto se prendiamo un appuntamento con i suoi uffici. Speriamo che la delucidazione sia più convincente dei numeri perché con questi che si vedono c’è almeno da restare sbalorditi vista la disparità di trattamenti con i cittadini italiani.

Fonte affaritaliani



   

 

 

2 Commenti per “Bologna: italiani sul lastrico, case pagate per gli immigrati”

  1. emma letizia prosperini

    lasciate loro il tempo di diventare italiani. Lo saranno certo di più di quelli che bruciano il tricolore o e rubano il denaro pubblico.

    • Domizia Lanzetta

      Si Letizia,nel frattempo lasciamoci scannare,derubare,stuparare,malmenare .,da questi criminali allogeni che ci stanno invandendo.

Commenti chiusi

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