Ci sarà un nuovo processo d’appello a Milano per Irene Pivetti. L’ex presidente della Camera era stata condannata a 4 anni per reati fiscali e riciclaggio di denaro. La vicenda riguarda la finta vendita di tre auto Ferrari Granturismo al gruppo cinese Daohe, avvenuta nel 2016.
Condanna annullata
La corte di Cassazione ha accettato la richiesta dei difensori di Irene Pivetti. I giudici hanno cancellato la condanna del secondo processo e hanno stabilito che bisognerà rifare il giudizio di secondo grado.Lo scorso dicembre, la corte d’appello di Milano aveva confermato la condanna a 4 anni che era già stata decisa in primo grado dal tribunale. Questa indagine, guidata dai magistrati e dalla Guardia di Finanza, aveva portato anche al blocco provvisorio di oltre 3,4 milioni di euro. Nello stesso processo erano stati condannati a due anni (con pena sospesa) anche l’ex pilota Leonardo “Leo” Isolani e sua moglie Manuela Mascoli.
Le accuse contro Irene Pivetti
Secondo le accuse, una società della Pivetti avrebbe aiutato la squadra corse di Isolani a nascondere i propri beni per non pagare un debito di 5 milioni di euro con le tasse. Le tre Ferrari sarebbero state vendute solo sulla carta e poi portate in Spagna. I magistrati sostengono che ai cinesi sia stato venduto solo il marchio della scuderia. Irene Pivetti, che si è sempre detta innocente, avrebbe pagato il marchio 1,2 milioni di euro per poi rivenderlo ai cinesi per 10 milioni. Di recente, la procura di Milano ha chiuso anche un’altra indagine su Irene Pivetti e altre otto persone. Questa seconda inchiesta riguarda una compravendita di mascherine dalla Cina per un valore di 35 milioni di euro durante il periodo del Covid.
“Sono contenta”
La notizia è stata accolta favorevolmente dall’ex presidente della Camera: “Sono molto contenta, naturalmente. La Corte non poteva fare diversamente. I miei avvocati hanno segnalato molti errori gravi che avevano portato alla mia condanna. Speriamo che questa volta, nel nuovo processo, si possa parlare dei fatti veri e dimostrati e non delle fantasie dell’accusa. Spero in regole giuste, sono molto fiduciosa”. “Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato l’avvocato Filippo Cocco, che assiste l’ex parlamentare -. La Cassazione ha accolto i nostri motivi di ricorso. Ora attendiamo con fiducia il nuovo giudizio alla corte d’appello di Milano”.

