Dall’app del cellulare collegata alle telecamere interne installate nell’abitazione della madre 91enne, l’ha vista sdraiata a letto, nuda. E sopra di lei il suo badante, anch’egli senza vestiti. Choccata, ha urlato attraverso il microfono dello smartphone e ha interrotto quella che, mesi dopo, il pubblico ministero Sergio Dini ha considerato come una violenza sessuale a tutti gli effetti e per la quale, ieri, ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare, Maria Luisa Materia, che il badante (un 63enne originario dello Sri Lanka) venisse rinviato a giudizio.
La decisione arriverà in autunno, quando il gup deciderà anche se ammettere nel futuro processo, come parte civile la figlia della 91enne.
Il pronunciamento del giudice è slittato perché nell’udienza di ieri l’avvocato del badante, il penalista Marco Favero, ha sottolineato come l’uomo, anche se in Italia da vent’anni, assistente familiare regolare in Italia e iscritto ad un’agenzia per l’ingaggio di colf, fa fatica a capire a pieno l’imputazione: richiesta che il giudice ha in parte accolto, respingendo la proposta di una traduzione degli atti ma dando il benestare alla presenza di un traduttore in aula.
(video ‘il Mattino’)
