Trump-Meloni, “Tanto chiasso per nulla”

Meloni e Trump

di Armando Manocchia – Come una celebre commedia scritta da William Shakespeare tra il 1598 e il 1599 oggi non si fa altro che rumoreggiare intorno alla frase sulla Meloni attribuita al presidente pro-tempore degli Stati Uniti d’America.

Sul fatto che Donald sia uno stravagante parlatore, impulsivo, arrogante, imprudente e un po’ logorroico, senza filtro mentale tra pensiero e bocca, e che dica qualsiasi cosa gli passi per la testa senza riflettere, nessuno dovrebbe avere dei dubbi, ma che abbia riferito al primo giornalista televisivo che lo intervistava: ‘Mi ha fatto pena, Meloni mi ha implorato per fare una foto con me. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!‘, lascia qualche dubbio, anzi molto più di qualche dubbio.

Come tutti abbiamo visto, al G7 di Evian, Meloni e Trump sono stati visti e rivisti parlare insieme, seduti faccia a faccia,  in piedi, da soli o alla presenza di altri leader. Per quale motivo Giorgia Meloni avrebbe dovuto elemosinare una foto con lui, quando già giravano centinaia di foto e video?

La7, che ha riporato la traduzione della frase in questione, pronunciata durante un’intervista telefonica, fino a questo momento. si è rifiutata  di far ascoltare l’audio originale. Ritengo pertanto che le parole di Trump possano essere state tradotte erroneamente e/o interpretate in modo fazioso, per caricarle di significato negativo, ad uso e consumo dei radical shit.

Quello che è più grave è che la vicenda, prima ancora che fosse verificata a dovere, ha travolto Giorgia Meloni che, molto risentita, si è affrettata a rispondere, e Mattarella, che le ha espresso solidarietà. A mio avviso, una prudente attesa, prima di reagire, sarebbe stata più opportuna. La diplomazia è un’arte, non solo un incarico, e chi fa parte delle Istituzioni dovrebbe saperne fare buon uso, tanto più che l’Italia non ha alcun dovere di sostenere la furia egemonica degli Usa, su mezzo mondo (Hormuz), a suon di bombe come al solito.

Sulla stessa linea anche George Guido Lombardi, amico di Trump da almeno 30 anni che dice: «È possibile che all’origine di questa situazione vi sia una traduzione non corretta — e poi ulteriormente distorta nel significato — utilizzata per ridimensionare i successi di politica estera del Governo Meloni». E aggiunge: «Il primo errore è stato quello di rilasciare dichiarazioni direttamente a un giornalista, del quale non si sapeva nulla, anziché affidarsi al proprio ufficio stampa o, ancora meglio, al Segretario di Stato Marco Rubio».

Lungi da me difendere questo governo che ci sta martoriando, ma la verità sì, la verità la difendo ovunque sia, perché come diceva Oriana Fallaci, “ogni giornalista libero dovrebbe farlo e se non lo fa (è nell’ordine) un imbecille, un disonesto, un fanatico“.

Armando Manocchia

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