È stato un “errore scusabile”, quello che ha portato il 28enne Randi Martinez Despaigne ad accoltellare più volte con violenza e uccidere il 13enne Hazem Ahmed, al culmine di una lite per compravendita di droga in viale Vittorio Veneto a Milano. Un errore non nei colpi, che gli sono valsi l’accusa di omicidio volontario, ma nel dirigere la lama contro un giovane che non sapeva essere minorenne. Caduta l’aggravante della minore età della vittima, il 28enne cubano è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione.
La ricostruzione dell’omicidio
La sentenza è stata emessa dal gup Francesca Ballesi, a seguito delle indagini dei carabinieri coordinate dalla pm Francesca Crupi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 13enne era uscito a fare pranzo con due amici egiziani più grandi, di 19 e 21 anni. Insieme a loro il ragazzino, che frequentava ancora la terza media, si sarebbe recato in via Vittorio Veneto per incontrare Martinez Despaigne e concludere una compravendita di 20 grammi di hashish. Secondo la difesa del cubano, sarebbe stato il 28enne a comprare la sostanza stupefacente dai tre amici. Nell’ambito della transazione, sarebbe però scoppiata una lite culminata con le coltellate. Era stato colpito anche il cane della vittima. Hazem Ahmed era deceduto due settimane dopo per la gravità delle ferite.
La versione della difesa: “Legittima difesa, il 13enne ha colpito per primo”
Secondo la difesa, con il legale Lamberto Rongo, Martinez Despaigne avrebbe per primo subito l’aggressione tanto da “neutralizzare un colpo assestatogli dalla vittima, parandolo con la mano”. Da qui la ferita grazie a cui, poche ore dopo l’omicidio avvenuto in pieno giorno, il 28enne era stato rintracciato e fermato dalle forze dell’ordine. Solo in un secondo momento, sempre secondo la ricostruzione della difesa, il cubano si sarebbe impossessato della lama “colpendo la vittima”. Per il legale del 28enne, si era trattato di legittima difesa, anche nella forma di eccesso colposo ma “in subordine sull’attenuante della provocazione”, e sull’omicidio preterintenzionale.

