Blackout a Torino, terza serata al buio: danni a commercianti e cittadini

Blackout a Torino

di Simone Rubino (www.torinotoday.it) – Torino al buio, una scena che da tre sere si ripete. Il grande caldo, quindi la necessità di accendere condizionatori e ventilatori in case, negozi e uffici, sta stressando la rete elettrica cittadina, che come ha ammesso il sindaco Stefano Lo Russo, sollecitando Iren ad intervenire, “è vecchia ed ha bisogno di manutenzione”. Un processo di rinnovamento infrastrutturale che richiederà tempo, il che è un proposito che i cittadini possono comprendere se, nel mentre, la partecipata pubblica del Comune (attraverso la società responsabile del servizio elettrico, cioè Ireti) è in grado di mettere immediatamente in piedi una strategia per non stare, nell’attesa, al buio.

In tante zone di Torino, con la luce del sole così come dopo il tramonto, si sono susseguiti blackout a raffica che hanno causato le reazioni dei cittadini, bloccati nell’oscuro della propria casa, dei commercianti, alcuni dei quali costretti a far andar via i clienti (è successo al ristorante Antico Casale di corso Casale 278) perché non più in grado di effettuare il servizio, ed anche della politica: le opposizioni all’Amministrazione Lo Russo hanno denunciato la criticità della situazione e puntato il dito contro il sindaco per la seconda (quasi) estate in compagnia dei blackout.

Cittadini senza più pazienza

La signora Maria Farinetti ha scritto questa mattina, 28 maggio, a TorinoToday, raccontandoci quel che sta succedendo in borgata Rosa-Sassi, circoscrizione 7: “I disagi sono tuttora in corso, perlomeno dove abito io. Dopo le due ore e mezzo di ieri sera (27 maggio, ndr) stamattina siamo di nuovo senza luce da un’ora almeno, chissà per quanto lo resteremo. Al numero di telefono preposto per le segnalazioni non sanno niente: né dove sono i tecnici nè il tipo di guasto, che – ritiene la lettrice – non è da imputare soltanto ai condizionatori ma alla mancanza di tecnici specializzati”.

Farinetti infine denuncia quel che è l’altra ricaduta del buio oltre all’isolamento obbligato: “Le scuse di Iren sono ridicole, tanto i 100 euro di cibo che sono nel freezer li buttiamo via noi e gli elettrodomestici vanno inoltre in corto… Poi il wi-fi non funziona e non si può nemmeno lavorare”.

La cittadina, nella rabbia della realtà che da qualche giorno si ripete e che è stata già vissuta nell’estate 2025 in più occasioni, se la prende con il primo cittadino: “Il sindaco parla ma nessuno fa niente: si sa benissimo che la rete elettrica é insufficiente, non da oggi ma da almeno vent’anni”.

Commerciati pluribeffati

Marcello Livera è invece il titolare del ristorante Antico Casale. Il prolungato blackout di ieri sera (dalle 21 – ovvero nell’orario clou, “quando il locale si stava riempendo” – fino a circa mezzanotte) l’ha vissuto due volte: come cittadino senza luce e come commerciante impossibilitato a lavorare. Il salto della corrente ha avuto, per lui così come per i ristoratori che si sono ritrovati nella stessa condizione, un costo piuttosto salato: tutto il cibo preparato da buttare ed i clienti da far tornare a casa, perché senza luce non si conserva né si ospita. Le persone sedute ai tavoli il signor Livera li ha dovuti far andare via, senza finire la cena e – a suo evidente danno – pagare il conto.

“Il danno è ancora da quantificare. Stiamo visionando tutta la merce per vedere che cosa è da buttare e che cosa può essere salvato” ci racconta Livera, riportando “di aver sperato, come successo altre volte, che fosse un’interruzione temporanea ma non è stato così: abbiamo dovuto sospendere la serata e spiegarlo ai nostri clienti, che hanno capito la situazione ma il disservizio c’è stato, la faccia noi la mettiamo sempre”. Il ristoratore conclude non accentando questa realtà: “Non è possibile, questo non è un problema recente, sussiste da anni. A nome di tutti i commercianti – rivolgendosi alle istituzioni, ndr – chiedo di rinforzare la linea elettrica: siamo nel 2026, penso che queste cose non debbano succedere in una città come Torino”.

Opposizioni in Sala rossa

“C’è una fetta di città che, per la terza sera consecutiva, cena a lume di candela. E questo, paradossalmente, è quasi il disagio minore: qualcuno potrebbe persino definirlo romantico, per sdrammatizzare. Il vero problema è un altro: il sindaco, per il secondo anno consecutivo, non sta riuscendo a gestire l’emergenza blackout in città” denuncia Federica Scanderebech, capogruppo in Comune di Forza Italia. “Avevano un anno di tempo per intervenire, programmare manutenzioni e prevenire una situazione che si sta ripetendo identica all’estate scorsa. Possibile che ci si accorga solo adesso che la manutenzione andava fatta?”.

La portata dei disagi che Scanderebech elenca – “Non stiamo parlando soltanto di cittadini rimasti senza luce o aria condizionata ma anche di persone disabili, di cittadini attaccati a macchinari salvavita, di anziani in difficoltà, di persone rimaste bloccate negli ascensori senza corrente. A tutto questo si aggiungono i pesantissimi danni economici per le attività commerciali e la sicurezza stradale andata fuori controllo” – la porta a chiedere a Lo Russo di “venire immediatamente in Aula a riferire in Consiglio comunale”.

Chiede lo stesso Pierlucio Firrao, consigliere comunale di Torino bellissima: “Al primo caldo Torino torna nel caos. Bastano poche ore di temperature elevate per ritrovarsi ancora una volta con blackout e disservizi in diverse zone della città. Una situazione grave, soprattutto perché ampiamente prevedibile. Già l’estate scorsa Torino aveva vissuto giornate difficili a causa delle alte temperature e dei sovraccarichi della rete elettrica. In quell’occasione erano stati annunciati interventi e piani per evitare il ripetersi di questi episodi. Oggi ci troviamo esattamente nella stessa situazione: caldo previsto, città impreparata e cittadini lasciati nel disagio”.

Anche Andrea Russi, capogruppo del Movimento 5 stelle in Sala rossa, ha ricordato: “Nel giugno 2025 Torino aveva già vissuto giorni di blackout, quartieri senza corrente e disagi pesanti per cittadini e attività commerciali. Oggi, a distanza di quasi un anno, la città si ritrova di nuovo con una situazione da pieno picco estivo già a fine maggio: quartieri al buio, semafori spenti, negozi in difficoltà e cittadini lasciati senza corrente. Lo schema si ripete. Lo Russo governa Torino, il Comune ha un ruolo dentro la governance pubblica di Iren e i blackout ricadono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Che cosa è stato fatto dopo l’estate 2025?”.

Convocazione in commissione

Anche Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Piemonte, è tornato sulla questione, ieri mattina è stato il primo a replicare alle parole del sindaco: “Torino continua a sprofondare nel caos blackout e quanto sta accadendo in queste ore rappresenta ormai uno scandalo e una vergogna colossale per una grande città europea: interi quartieri lasciati senza corrente, famiglie esasperate, attività economiche danneggiate, anziani e persone fragili in difficoltà, cittadini bloccati negli ascensori o chiusi nei garage delle proprie abitazioni”.

Il consigliere regionale ha aggiunto, aprendo un nuovo fronte delle tensioni fra Palazzo civico e Regione: “Ho chiesto formalmente un’audizione urgente in III commissione del Comune e dei vertici Iren e Ireti, affinché venga finalmente fornito un quadro chiaro su rete elettrica, tempistiche e gestione emergenza. È indispensabile affrontare immediatamente il tema dei ristori e dei rimborsi per cittadini, commercianti e imprese che stanno subendo danni economici e pesantissimi disagi. Chiederemo al Comune di farsi parte attiva affinché almeno una parte degli utili – e, perché no, degli emolumenti stellari del suo board – venga dirottata in tale direzione”.

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