La prospettiva evocata dal Pentagono di un dirottamento in Medio Oriente delle armi americane destinate originariamente all’Ucraina, potrebbe rivelarsi un vero e proprio incubo per il presidente Volodymyr Zelensky, alle prese da oltre quattro anni con l’offensiva russa.
A riferirlo è il Washington Post, citando alcune fonti secondo le quali una decisione in tal senso non sarebbe stata ancora presa. Ma il solo valutarla – si sottolinea – mette in evidenza i crescenti compromessi necessari per gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, alimentando allo stesso tempo le preoccupazioni dei Paesi europei.
Rispondendo a tali indiscrezioni il presidente Donald Trump ha ricordato che il suo Paese ha “molte armi e munizioni in giro per il mondo, anche in Germania per esempio”. “E a volte – ha aggiunto – le spostiamo da una parte all’altra”. La guerra fra Ucraina e Russia è una “situazione terribile”, ha poi chiosato il tycoon, ricordando che “c’è un odio profondo fra Putin e Zelensky… ma penso si stia un po’ calmando. L’Ucraina non è la nostra guerra”, ma “se la potessi risolvere sarebbe un grande onore”.
Secondo il quotidiano a stelle e strisce la prospettiva evocata sarebbe un “cambiamento di rotta” che metterebbe in luce un dato di fatto: l’amministrazione americana nel conflitto con la Repubblica islamica starebbe infatti esaurendo le munizioni che sono essenziali per il suo esercito nello sforzo bellico contro il regime iraniano. Tra le armi che potrebbero essere sottratte all’Ucraina figurano missili intercettori per la difesa aerea, ordinati tramite un programma Nato avviato lo scorso anno, in cui i Paesi partner acquistano armi statunitensi per Kiev, hanno precisato le fonti.
L’iniziativa Purl (Prioritized Ukraine Requirements List) ha infatti garantito un flusso di equipaggiamento militare selezionato per Kiev, nonostante l’amministrazione Trump abbia interrotto la maggior parte dell’assistenza diretta del Pentagono in materia di sicurezza. Rassicurazioni sul programma Purl arrivano però dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha assicurato “come il sostegno militare fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina finanziato dagli alleati, attraverso il famoso programma, continua ad aumentare. E questo è fondamentale, poiché va di pari passo con le informazioni di intelligence che gli Stati Uniti condividono con l’Ucraina”.

