Resta invalido dopo il “vaccino” anti Covid, risarcito con 200mila euro

Vaccinazioni

Belluno, il calvario di un uomo di 60 anni cominciato nel 2021 con la terza dose: riconosciuta la causalitĂ . I risarcimenti da Stato e Regione Veneto

«Non ho nulla contro i vaccini, sono stato solo sfortunato». Sa prenderla con filosofia il sessantenne bellunese che ha subito un’invalidità dell’80 per cento a causa dei malanni provocati dalla somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid Pfizer, avvenuta nel 2021. Il suo calvario durerà tutta la vita e a tutt’oggi ha problemi di deambulazione, è spesso interessato da febbre e una stanchezza cronica. Nel periodo immediatamente successivo all’effettuazione del vaccino, non riusciva a parlare e a camminare.

Il suo legale ha dato via alla richiesta di risarcimento nel luglio del 2022, inviando Pec, e mail e perizie fino a quando senza nemmeno avviare una causa davanti al giudice civile, è riuscito a spuntarla sia con il ministero della Salute che con la Regione Veneto, interpellata attraverso la Usl 1 di Belluno. E così il paziente è riuscito ad ottenere 197.000 euro di risarcimento dallo Stato, arrivati sul conto proprio la scorsa settimana mentre. Palazzo Balbi gli ha accordato un vitalizio bimestrale pari a duemila euro già corrisposto a partire dall’aprile 2025.

Il calvario

Una boccata d’ossigeno per chi ha vissuto questi ultimi cinque anni sul filo di lana, costretto ad un andirivieni negli ospedali tra Verona, Pieve di Soligo nel Trevigiano, Feltre ed Arco nel Trentino senza contare le tante visite mediche, perizie e terapie alle quali si è dovuto sottoporre.

Dopo aver effettuato il terzo vaccino, il sessantenne che ha chiesto di non diffondere il suo nome, è stato ricoverato nel reparto di neurologia dell’ospedale di Feltre. Si è così scoperto che l’allora cinquantacinquenne soffriva di una malattia chiamata Adem, una patologia neurologica contraddistinta da un’infiammazione di encefalo e modello spinale e da un processo degenerativo di nervi e sistema nervoso centrale. Un vero e proprio inferno tale da indurlo ad aprire un contenzioso con l’Aulss 1. Si è così rivolto all’avvocato Emiliano Casagrande del foro di Belluno che ha
iniziato ad inviare Pec chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal suo cliente sia all’Ulss 1 che al ministero della Salute.

«Continuo a credere nei vaccini, ringrazio chi mi ha curato»

I medici hanno poi potuto verificare che c’era il nesso di causalità tra la somministrazione della terza dose del vaccino e la patologia neurologica manifestatasi a poche ore dall’iniezione. In tal modo, si è concretizzata la possibilità per il paziente di poter essere risarcito sia dall’ente sanitario regionale che dallo Stato. E così lo scorso anno gli è stato accordato il risarcimento del danno in base alle tabelle della legge del 1992 che riconosce un risarcimento a favore di persone che hanno subito danni irreversibili alla salute a causa di vaccinazioni obbligatorie.

«Il mio cliente – fa sapere l’avvocato Casagrande – è soddisfatto di quanto ha ottenuto dallo Stato». E lo stesso paziente non se l’è mai presa con la politica della somministrazione dei vaccini per combattere l’epidemia da Covid:
«Continuo a credere nella scienza medica e prevenzione così come nei vaccini e ringrazio tutti i sanitari che mi hanno assistito all’ospedale di Feltre».

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