C’è la pista anarchica dietro l’esplosione che ha causato la morte di due persone in un casolare al parco degli Acquedotti
I due corpi trovati sotto alle macerie sono infatti stati identificati: si tratta di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, appartenenti entrambi al gruppo di Alfredo Cospito, anarchico abruzzese ristretto in carcere con il 41bis. L’ipotesi è che i due stessero preparando una bomba artigianale. Proprio l’ordigno sarebbe poi esploso facendo crollare il solaio del Casale del Sellaretto sotto alle cui macerie i soccorritori hanno poi trovato i due corpi privi di vita.
Riconosciuti dai tatuaggi
La pista anarchica ha preso corpo con il passare delle ore dopo l’identificazione delle vittime, avvenuta attraverso i tatuaggi che avevano sul corpo. La struttura – di proprietà privata ma abbandonata – era stata utilizzata più volte come ricovero da alcuni senza dimora e questo aveva fatto ipotizzare in un primo momento si potesse trattare di due clochard. A rendere difficile il riconoscimento l’assenza di documenti e i corpi martoriati dall’esplosione, in particolare quello dell’uomo, che aveva una mano amputata.
La pista anarchica
Proprio questo aspetto ha aperto la pista anarchica. L’ipotesi degli investigatori della digos è che i due abbiano trovato rifugio nel casolare abbandonato dove avrebbero provato a confezionare un ordigno artigianale la cui esplosione avrebbe poi determinato la tragedia. Secondo le ipotesi lo scoppio avrebbe fatto saltare in alto il tetto del casolare che avrebbe poi travolto – insieme alla deflagrazione – le due vittime.
L’esplosione
A dare l’allarme in serata erano stati alcuni residenti allarmati da una forte esplosione. Stamattina è stato invece un passante a chiamare il 112 dopo aver visto il solaio crollato. Una volta sul posto i soccorritori hanno prima trovato il corpo – senza un braccio – dell’uomo e poi quello della donna. Si tratterebbe di esponenti di spicco del mondo anarchico.

