Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di allontanare Catherine Birmingham – la mamma dei “bambini del bosco” – dalla casa famiglia in cui le era stato concesso di stare insieme ai piccoli, separandola di fatto dai figli. “La persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”, si legge nell’ordinanza dei giudici. Una decisione contestata dall’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni, che chiede la sospensione della decisione in attesa di “un ulteriore approfondimento medico indipendente”.
Il post del presidente del Consiglio sulla vicenda
Ha commentato la vicenda anche il premier Giorgia Meloni: “Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la “famiglia nel bosco”, mi lasciano senza parole'”, ha affermato sui social il presidente del Consiglio. “Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione – scrive – che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre. Il mio pensiero va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico”.
“Il compito dei Tribunali per i Minorenni – continua Meloni – è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. Perché i figli non sono dello Stato: i figli – sottolinea la premier – sono delle mamme e dei papà , e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti”.
Le motivazioni dell’ordinanza
“Catherine è spesso ostile e squalificante, deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e/o le nostre spiegazioni. Non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa”, si legge in uno dei passaggi dell’ordinanza del Tribunale che cita gli educatori della casa famiglia dove sono ospitati, dal 20 novembre 2025, la mamma e i figli. “Gli sviluppi successivi hanno peraltro evidenziato che la persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”, viene reso noto.
In una relazione citata dal Tribunale, si spiega che “la madre manifesta frequenti scatti d’ira”, sarebbe “oppositiva alle indicazioni del personale e utilizza modalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici, spesso alla presenza dei figli e degli altri minori, i quali hanno verbalizzato disagio e tensione”. Gli educatori segnalano un episodio nel quale la donna si sarebbe rifiutata di rientrare nel proprio appartamento, pretendendo di dormire nella stanza dei figli e “mostrando un atteggiamento marcatamente oppositivo e non collaborativo che siamo stati costretti ad assecondare”.
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