Funzionario del ministero pestato a Termini, fermati altri due tunisini

Roma Termini

Uno era già in carcere a Roma l’altro è stato scovato a Perugia. Si è chiuso il cerchio sul branco che lo scorso 10 gennaio aveva pestato brutalmente un funzionario 57enne del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Salgono così a sei le persone arrestate per le violenze. I primi due fermi erano stati effettuati dalle forze dell’ordine subito dopo l’aggressione. A distanza di pochi giorni l’identificazione di altre due giovani. In questo fine settimana gli ultimi due arresti.

Gli ultimi due arresti

Sono stati gli agenti della squadra mobile della questura di Roma, sabato 14 febbraio, ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due tunisini di 19 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Uno è stato rintracciato a Perugia in collaborazione con gli investigatori umbri, la polizia ferroviaria e il commissariato Viminale, mentre all’altro è stata notificata la misura in carcere a Regina Coeli dove era detenuto per un altro reato. L’accusa nei loro confronti è di tentato omicidio.

La brutale aggressione del funzionario del ministero del Made in Italy avvenne la sera di sabato 10 gennaio in via Giovanni Giolitti. Violenze riprese dalle telecamere di videosorveglianza della zona della stazione Termini dove si vedeva un gruppo di circa 7,8 persone dirigersi verso il 57enne che venne poi colpito ripetutamente e violentemente. Una serata movimentata quella dello scorso mese di gennaio a cui fece seguito a stretto giro un altro pestaggio – non legato al primo. Vittima un rider 23enne di origini tunisine, aggredito e rapinato mentre era impegnato in una consegna in via Manin, all’Esquilino.

I primi quattro fermi

Una violenta duplice aggressione che aveva fatto scattare una vasta operazione della polizia in tutto il quadrante della stazione Termini. Volanti, polfer e commissariato di zona che identificarono decine di persone, fra cui due ragazzi: un egiziano di 18 anni e un tunisino di 20 anni, bloccati poco dopo il pestaggio. Il giorno dopo, domenica 11 gennaio, vennero arrestati un tunisino di 20 anni con precedenti per furto, rapina, lesioni e resistenza, e un connazionale di 21 anni, irregolare in Italia. Questi ultimi due, dalla zona di Termini, si erano spostati a Ostiense, dove, prima di essere fermati, importunarono una ragazza, aggredirono un cameriere e rapinarono lo smartphone di un passante.

Tentato omicidio

Convalidati i fermi dal giudice per le indagini preliminari, durante l’interrogatorio hanno respinto le accuse dicendo di essersi trovati nel luogo dell’aggressione ma di non aver preso parte al pestaggio. Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini sono poi proseguite ed hanno portato a poco più di un mese dal pestaggio al fermo di altri due giovani magrebini ritenuti responsabili del pestaggio del funzionario del Mimit. Restano al momento ancora poco chiari i motivi del pestaggio del dirigente, che non fu vittima di rapina ma solo picchiato senza un apparente motivo. Fra le ipotesi quella del possibile scambio di persona.
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