di Sonia Savioli – La storia non si ripete, semplicemente si sviluppa. E il passato non è mai passato, dalle sue radici nasce il presente, che da esso è nutrito. L’umanitĂ di oggi è il risultato di alcuni millenni di guerra e progresso, quella che chiamiamo “storia”. Siamo anche il risultato di decine di millenni di pacifico equilibrio, prima che la guerra e il progresso prendessero il sopravvento, distruggendo passo passo la vita naturale, l’intelligenza e i sentimenti umani.
La società in cui viviamo è una società di guerra e di morte. Guerra alla natura e guerra intraspecifica. E’ dalla guerra intraspecifica che nasce il capitalismo e il capitalismo alimenta la guerra.
In un solo secolo i paesi capitalisti hanno portato avanti due guerre mondiali, oltre a decine di guerre colonialiste in Africa, Asia, Medioriente. Tra il 1900 e il 1945 i dati ufficiali ci dicono che le guerre in tutto il mondo hanno provocato in totale circa 84 milioni di morti. Ma questi sono, naturalmente, i morti ufficiali: quanti zulu, quanti masai, quanti tuareg siano rimasti insepolti in giungle e deserti nessuno lo saprĂ mai.
Il Giappone fascista invase la Cina nel 1937, uccidendo tra i 10 e i 20 milioni di persone, sterminando la popolazione di intere città . In Europa, tra una guerra mondiale e l’altra, c’era stata la guerra di Spagna, con il suo mezzo milione di morti.
La seconda guerra mondiale era finita da poco più di sei anni, quando io sono nata, mentre la guerra USA contro la Corea era in atto, ed era in atto quella della Francia contro il Vietnam, che lottava per la propria indipendenza. Ero una ragazzina quando gli USA aggredirono il Vietnam ed ero una giovane donna quando la guerra del Vietnam finì. Nel frattempo c’erano state la guerra d’Algeria, quella di Cambogia e quella del Mozambico, e poi, con il trionfo del capitalismo globale e il crollo del blocco socialista, le guerre si sono sgranate come un rosario, senza pause. Guerre di conquista di tutti quei paesi che ancora rimanevano socialisti o che, semplicemente, non erano disposti a farsi saccheggiare dalle multinazionali.
Irak, Somalia, Iugoslavia, Afganistan, Costa d’Avorio, Libia, Siria. E la Palestina martoriata per tutto il tempo, e la Repubblica Democratica del Congo aggredita dai servi africani dell’imperialismo neoliberista, Ruanda, Uganda e Burundi, tormentata, distrutta, perseguitata, con milioni di morti che non vengono conteggiati nelle statistiche. Perdonatemi, se ne ho dimenticata qualcuna: guerre e conflitti si sono susseguiti senza tregua, tra le mistificazioni e gli occultamenti dei media, e forse qualcosa mi è sfuggito.
Non sappiamo quanti morti abbiano provocato tutte queste guerre, sappiamo che nel solo Irak gli USA e i loro alleati, tra cui il nostro paese, hanno fatto almeno un milione e mezzo di morti, in gran parte donne e bambini; sappiamo che in Afganistan i soldati USA bombardavano le feste di matrimonio nei villaggi; sappiamo che in Iugoslavia sono stati bombardati i grandi impianti chimici e che, come conseguenza, ci sono migliaia di bambini ammalati di tumore in quelle zone; così come sappiamo che in Vietnam nascono ancora bambini deformi grazie allo spargimento dagli aerei di agente arancio (glifosato): migliaia di tonnellate su foreste, fiumi, campi, villaggi contadini.
Ma, come possiamo vedere, milioni di morti, distruzioni immani, sofferenze inimmaginabili non fermano il progresso né quella che chiamiamo “economia”. Tutt’altro. Milioni di persone prendono stipendi più o meno lauti per fabricare armi, equipaggiamenti militari, casse da morto. La Monsanto e la Dow Chemical, che vendettero le 76.000 tonnellate di agente arancio all’esercito americano, si sono ingrassate con la morte e la distruzione. Hanno assunto più operai e più scienziati della morte e della distruzione, che probabilmente sono morti di cancro ma prima hanno potuto comperarsi il macchinone, pagare il mutuo della prima o seconda casa, e così altri macchinoni e altre case sono stati fabbricati…
Il capitalista sa che la guerra è necessaria e auspicabile e per più di una ragione.
Negli undici anni tra il 2014 e il 2025 le spese dei soli paesi NATO per armamenti ed eserciti sono state di 13.000 miliardi di dollari; nel solo 2024 le spese globali ufficiali per armamenti sono state di 2.718 miliardi. Gli Stati Uniti, come avrete immaginato, sono i primi in assoluto in questo conteggio di morte e distruzione ed è grazie a loro, all’impero euro-nordamericano più loro zombiche creature come Israele, che molti paesi che, se lasciati in pace, avrebbero ben altre priorità che svenarsi per gli armamenti, sono costretti ad armarsi, a consumare soldi, ingegno, energia per far fronte alla minaccia.
LA GUERRA NON E’ UN PROPULSORE DELL’ECONOMIA; LA GUERRA E’ IL PROPULSORE DELL’ECONOMIA DI GUERRA E DI DOMINIO.
Migliaia di miliardi spesi altrimenti potrebbero generare altrettanta ricchezza, altrettanti e migliori posti di lavoro.
Trasporti pubblici, riconversione ecologica dell’agricoltura, mercati contadini coperti in ogni paese e quartiere, riforestazione delle zone disboscate negli ultimi decenni, ripristino degli ecosistemi distrutti o inquinati, rinaturalizzazione dei fiumi, verde pubblico, case popolari ecologiche, servizi postali efficienti, scuole immerse nel verde, industrie farmaceutiche statali, ambulatori pubblici di quartiere e di paese…
Ma questa economia non va bene, perché la ricchezza generata sarebbe per tutti, tra tutti redistribuita; perché toglierebbe potere alle multinazionali e alle finanziarie, perché avvantaggerebbe di più chi ha di meno: chi non può pagarsi la clinica privata o l’affitto esorbitante, chi non può permettersi l’automobile o due automobili per famiglia e dopo non ne avrebbe nemmeno bisogno. Sarebbe tutta un’altra storia,
Una storia in cui il benessere dei molti eliminerebbe l’esorbitante profitto dei pochi. Quei pochi che, però, sono in grado di condizionare governi nazionali e sovranazionali, e la vita di tutti, e che, non solo non vogliono perdere neanche una briciola di ricchezza e potere, ma vogliono anzi sempre aumentarli. Perché?
Ecco, io ho provato a fare il gioco dei perché, come fanno tutti i bambini non rintronati da tivù e scemofori, in un periodo della loro vita. Un gioco importante, che serve a capire la vita, e forse, per capirla, dovremmo tornare anche noi ad essere un po’ più logici e semplici, e a non farci rintronare.
Perché capitalisti e politici al loro servizio fanno guerre, invasioni, colpi di Stato?
Perché vogliono impadronirsi delle ricchezze degli altri paesi.
Perché vogliono impadronirsi delle ricchezze degli altri paesi?
Per diventare ancora piĂą ricchi.
Perché vogliono diventare ancora più ricchi?
Per aumentare il proprio potere.
Perché vogliono aumentare il proprio potere?
Perché così possono impadronirsi di ancora più ricchezze.
Perché vogliono ancora più ricchezze?
Per aumentare il proprio potere…
Risultato semplice e incontrovertibile: SONO MATTI. Matti criminali, come si diceva una volta.
I perché necessari a capire i motivi per cui la nostra società , nella sua smania competitiva, selezioni i pazzi criminali ai suoi vertici, sono troppi per un articolo, però una parte di quei matti li vediamo in azione ogni giorno: al governo degli USA, al governo della UE, al governo di tutte le nazioni che cercano di sottometterne altre.
Altre che, magari, sono governate da brave persone, che difendono i loro popoli, impedendo il saccheggio e gli accumuli di ricchezze dei matti criminali che dirigono le multinazionali. Brave persone che vengono infamate e diffamate per anni, mentre il loro paese viene messo in difficoltĂ in mille modi, e che alla fine soccombono.
La Storia non si ripete, è sempre la stessa. Hitler, Mussolini: qualsiasi psichiatra avrebbe diagnosticato la pazzia in tre minuti, ammesso che lo psichiatra fosse sano di mente. Comunque, non c’è bisogno dei tecnici per vedere l’evidenza. Però, gli altri matti, quelli che si nascondono dietro il sipario da cui muovono i fili dei burattini-politici, noi non li vediamo. Tranne che in qualche loro exploit, come l’affitto di Venezia da parte di Bezos per un suo finto matrimonio (quello vero, un contratto d’affari con cifre destinate e precisate, si era già svolto negli USA), o le esibizioni di Musk con i maiali torturati telecomandati.
Noi non vediamo i principali azionisti, nonché dirigenti, delle multinazionali della finanza, o delle armi, o del petrolio, o degli strumenti cibernetici, o della chimica ma dovremmo sapere che sono loro che dominano il mondo. Che sono loro il grande consorzio di matti criminali che, da dietro il sipario, muovono i fili della politica, dettano le leggi, decidono le guerre, condannano a morte paesi che si rifiutano di fare i loro interessi. E’ il capitalismo, bellezza! Il capitalismo che si sviluppa e sviluppa la Storia.
Non si ripete, la Storia. Le prigioni di Israele, con i detenuti palestinesi torturati, non sono uguali a quelle della Gestapo. Gaza non è come il ghetto di Varsavia, è l’evoluzione di quell’orrore; il sionismo non è come il nazismo, è lo sviluppo dei quella stessa ferocia turpe e demente; Guantanamo non è stata come Auschwitz, Trump non è come Mussolini, Netanyahu non è come Hitler: sono i frutti dello stesso albero, sono l’evoluzione che continua. La Storia non si ripete, è sempre la stessa: in una civiltà di dominio, i metodi di sopraffazione si evolvono ma è sempre lo stesso, il sistema; sempre la stessa civiltà di guerra e dominio. Una civiltà che distrugge la vita naturale, compresa quella umana.
Secoli di saccheggi e rapine, all’alba di quella che chiamiamo “storia” e “civiltà ”, hanno sviluppato il capitalismo, e il capitalismo non ha fatto altro che sviluppare per millenni guerre, saccheggi più o meno legalizzati, schiavitù e assassinio, più o meno legalizzati e mascherati, distruzione di habitat e creature, demenza umana chiamata “normalità ”.
Oggi ci sentiamo impotenti nei confronti di un sistema che, proprio perché moribondo, è più feroce e aggressivo. Eppure noi siamo “sistema”.
I groenlandesi hanno deciso, ora, di boicottare i prodotti americani. Fin adesso avranno bevuto Coca Cola e mangiato fiocchi Kellogg’s, per citare solo due di quei prodotti che si trovano anche in tutti i nostri supermercati. E il cui consumo rende più ricchi e potenti i pazzi criminali del consorzio mondiale.
Le automobili italiane negli ultimi trent’anni sono triplicate di dimensioni e peso, solo per citare qualcosa di evidente in inutile consumo di petrolio e risorse.
L’uso di internet tramite scemofori, “social”, chat, è talmente cresciuto da utilizzare una quantità di energia come quella di un’intera nazione: e il sistema si sviluppa.
Prendiamo l’aereo per andare in vacanza; facciamo il mutuo per mettere in piedi o ingrandire un’attività inutile ma speriamo redditizia, della quale non avevamo bisogno per vivere, e il sistema si sviluppa. Comperiamo la moto per fare su e giù sulle strade tortuose di Alpi e Appennini; comperiamo la seconda casa per affittarla ai turisti, e il sistema si sviluppa. Mangiamo carne di animali prigionieri e torturati dal primo all’ultimo loro giorno di vita, nutriti di ormoni e soia transgenica trasportata per diecimila chilometri.
Non dite Cosa c’entra questo con il capitalismo, con la guerra? E’ per questo che si uccide, per fare soldi con il petrolio, con la soia transgenica, con i minerali e le industrie chimiche che forniscono i materiali per i nostri aggeggi cibernetici.
Finché non saremo in grado di boicottare il sistema, di comprendere le conseguenze delle nostre azioni, scelte, consumi, sarà il Grande Consorzio Internazionale dei Matti Criminali a decidere per noi, portandoci alla malora assieme a tutto il pianeta.
Se nessuno andasse alla guerra, non ci sarebbero le guerre… Se nessuno costruisse bombe, nessuno sarebbe bombardato.

