Procedimenti penali solo su richiesta del ministro e argine all’esposizione mediatica degli agenti. Al Senato arriva un nuovo disegno di legge targato Fdi – con Renato Ancorotti come primo firmatario – che ridisegna le tutele giuridiche per le forze dell’ordine, intervenendo sull’articolo 32 della legge n. 152 del 1975 e aprendo la strada a uno ‘scudo procedurale’ per agenti e militari impegnati in operazioni di ordine pubblico. Ma poi il senatore di ripensa e lo ritira.
La marcia indietro
“Ho deciso di ritirare il disegno di legge sulla tutela delle forze dell’ordine, che prevede modifiche sull’articolo 32 della legge n. 152 del 1975, peraltro ancora in fase di drafting e non pubblicato. Constatato che ha creato confusione ed è stato indicato come espressione della linea del partito preferisco, per chiarezza, chiuderne il percorso, che era semplicemente una iniziativa personale”, ha chiarito Ancorotti.
Avs: “non vogliamo lo ‘scudo’ per le forze dell’ordine”
“Trump fa scuola per la destra italiana. Leggiamo che Fratelli d’Italia propone procedimenti penali per le forze dell’ordine solo su richiesta del ministro – era insorto il capogruppo dell’Alleanza verdi e sinistra in Senato, Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama – .
Questa proposta non solo modifica le tutele giuridiche e introduce una sorta di scudo penale per gli agenti, e i militari, impegnati in operazioni di ordine pubblico ma, dĂ al ministro dell’Interno di turno un potere enorme che addirittura gli permetterebbe di stoppare l’automatismo dell’azione penale. Lo scudo penale – aveva proseguito De Cristofaro – rischia di essere una palese violazione del principio di eguaglianza, e dell’articolo 3 della Costituzione italiana che pone tutti i cittadini uguali davanti alla legge. Un po’ quello di cui gode la tanto contestata Ice americana. Una cosa gravissima, uno scudo e un privilegio per gli agenti ma anche l’ennesimo attacco alla magistratura”. ADNKRONOS

