La natura ci fa nascere schiavi per nutrirci, la politica ci promuove “sovrani” per affamarci

natura

di Franco Luceri – Manlio Sgalambro diceva che la filosofia non può che avere “funzione consolatoria“, dovendo convincere gli umani, (anche chi si illude di essere politicamente sovrano) che su questo pianeta, dipendendo dalla natura per le risorse vitali: aria, acqua, fuoco, cibo e terra, siamo tutti schiavi di fatto; perché nessuna scienza, politica o libero mercato sarà mai capace di tenere in vita l’umanità sostituendo la natura che fornitrice di risorse vitali per tutti.

A questo mondo, per essere socio ed ecocompatibili dovremmo rassegnarci a dipendere più dalla natura e meno dalla cultura e politica che sono scandalosamente falsificatrici.

Leonardo da Vinci diceva che:
la complessità di questo mondo è imponderabile, perché è tutto collegato ed interdipendente“.
Più studiamo e lavoriamo per migliorarci la qualità della vita, più la peggioriamo, ignorando gran parte delle leggi della natura, che a colpi di catastrofi ci manda a dire quanto apprezza la nostra ossessiva e rapace appropriazione del bello.Posto che la comunità mondiale è numericamente crescente; per essere ecocompatibili, noi umani dovremmo consumare sempre meno, dovendo compensare l’inevitabile maggiore consumo dovuto all’incremento demografico che costa al pianeta distruzione crescente di risorse naturali, non sempre e non tutte rinnovabili.

E tenere in buona salute l’Economia stimolando la crescita dei consumi, come fa l’intera comunità mondiale, è autolesionismo, è politica da ospedale psichiatrico, perché ciò che è utile all’umanità è dannoso al pianeta, lo impoverisce, lo inquina, lo avvelena, lo devasta e scatena reazioni ambientali opposte a quelle volute e vitali per l’uomo.

E così piano piano, in un secolo, l’intera umanità, con una pericolosa inversione a U ha imboccato un modello di vita che porta dritto allo sfascio e alla guerra, con l’illusione che se istruiti e informati, si può dare libero sfogo alla creatività migliorando ciò che Dio ha creato per l’umanità ignorante, (le caverne), ma ora va arricchito e adattato a l’umanità istruita evoluta e gonfia di presunzione da sentirsi capace e padrona del mondo e persino dell’universo e ha bisogno quanto meno di ville lussuose con piscina e aria condizionata.

Ma se la “dispensa natura” smettesse di rifornirci di ARIA anche solo per 24 ore, il giorno successivo ci sarebbero 8 miliardi di cadaveri senza un becchino per la sepoltura, un prof per insegnare, uno scienziato per inventare, un politico per legiferare o un giudice per assolvere o condannare. Sparirebbe d’incanto la razza dei “sotuttoio“: ciarlatani, corrotti, truffatori e strozzini, negrieri, guerrafondai e tiranni genocidi.

Quando gli umani dicono di nascere liberi mentono spudoratamente, perché libero è soltanto il soggetto che è autosufficiente di fatto, possedendo tutte le risorse per vivere.
E su 8 miliardi di umani non c’è uno che da sveglio o dormiente, scienziato o ignorante, non sia condannato a prelevare risorse dalla dispensa natura per respirare, bere, pensare, cuocere, mangiare, vestire, lavorare, muoversi.

Insomma, istigare culturalmente il singolo a dare libero sfogo alla propria creatività consumistica per arricchire multinazionali, banchieri ed esattori è una truffa colossale a danno dell’intera comunità mondiale che nasce e muore schiava delle leggi della natura che per le violazioni non infligge galere individuali ma solo condanne a morte collettive. (Vedi Vajont)

Noi poveri umani intraprendiamo mille nuove attività culturali e materiali al secondo, ma solo quelle che rispettano l’ambiente ricevono risposte utili all’uomo.
Quelle “giuridicamente filantropiche“, ma predatorie di fatto, convertono Madre Natura in matrigna assassina e istigano le prime potenze mondiali a tentare di tamponare i danni finanziari con politiche  genocide, che tutti gli enti sovranazionali condannano a colpi di bla bla, perché nessuno ha la forza di fermare i cervelli bacati dei “sapienti” e le mani assassine dei potenti.

Franco Luceri

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