Dal prossimo aprile stop al servizio dei monopattini in sharing a Firenze
Lo hannunciato nei giorni scorsi l’amministrazione comunale, adducendo in primis motivi di “sicurezza stradale”.
“La sicurezza stradale per noi è sempre stata una priorità. Con l’obbligo del casco e nell’impossibilità di garantire la disponibilità degli strumenti previsti dalla legge anche tramite i controlli della polizia municipale, abbiamo deciso di fermare il servizio”, ha detto la sindaca Sara Funaro.
A incidere in modo rilevante è stato proprio il nuovo Codice della strada, che dal 2024 impone ai conducenti di monopattini di indossare il casco a prescindere dall’età, oltre a contrassegno identificativo e copertura assicurativa obbligatoria. “Regole che, nel modello a flusso libero adottato a Firenze, rendono quasi impossibile assicurare che ogni monopattino disponga di un casco funzionante e utilizzabile, creando di fatto un rischio di violazione sistematica delle norme”, ha spiegato l’amministrazione. I gestori che hanno provato a dotare i mezzi dei caschi, del resto, li hanno visti spesso vandalizzati. La decisione lascia ovviamente come minimo “perplessi” i gestori dei servizi.
Assosharing: “Decisione miope”
“Forte stupore e profonda perplessità”, per la decisione arriva da Assosharing, la prima associazione di categoria del settore, che parla di scelta che “interrompe bruscamente un lavoro congiunto che aveva visto finora un costante dialogo tra amministrazione e operatori”.
Le recenti modifiche normative portavano sì a “un oggettivo problema”, ma, prosegue la sigla, “ci saremmo aspettati una volontà di affrontarlo, come in tutte le principali città, invece, Firenze alza le mani”.
“Nessun’altra città chiude i servizi di sharing dei monopattini. Ovunque amministrazioni e operatori collaborano per la distribuzione di caschi, incentivi per l’acquisto personale, attività educative. A Firenze invece si elimina un intero segmento della mobilità condivisa, mentre si annuncia un potenziamento del bike sharing che, peraltro, non è mai stato rinnovato attraverso procedure competitive. Questo stop improvviso preclude nuovi investimenti, frena l’attrattività di Firenze e manda un segnale di scarsa capacità di governo dell’innovazione e delle transizioni urbane”, attacca ancora Assosharing.
Bird: “Sediamoci a un tavolo”
“I monopattini elettrici sono una modalità consolidata di spostamento urbano, lo dicono i circa 300mila utenti, di cui oltre il 40% residenti, per 3 milioni di chilometri percorsi in 4 anni. Se la motivazione dello stop riguarda decoro e la sicurezza”, chiede con toni più pacati anche il manager di Bird Italia Francesco Savarino, “siamo pronti a sederci ad un tavolo” per arrivare a “più controlli, più aree di sosta, più integrazione con il trasporto pubblico e maggiore comunicazione” ma “non possiamo permettere che un’esperienza così avanzata si interrompa senza valutare alternative”. […]
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