Sala, gli antifascisti e la polemica fra le “autoritĂ ” per i posti alla Scala

Scala Milano

di Francesca GaliciBeppe Sala mette da parte il bon-ton istituzionale e riesce a fare polemica anche alla prima della Scala, da sempre un appuntamento che accende i riflettori del mondo su Milano. Sposta i riflettori dal Don Carlo che inaugurerĂ  la stagione e in aperto contrasto con il governo sceglie di sedersi in platea e non nel palco reale. Al sindaco di Milano, che è anche presidente della Scala, spetta di diritto un posto nel palco reale, il posto piĂą ambito per assistere allo spettacolo inaugurale del teatro Piermarini, un vero simbolo di Milano e dell’Italia.

Nel palco reale, in ottemperanza alla tradizione e al suo ruolo designato per garantire la migliore visuale del palco, siedono le autoritĂ  piĂą alte che partecipano alla prima, dal presidente della Repubblica in giĂą. Quest’anno non presenzieranno nĂ© il capo dello Stato e nĂ© il presidente del Consiglio ma ci sarĂ  il presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, insieme a una rappresentanza di ministri del governo di Giorgia Meloni. Secondo indiscrezioni, inizialmente Ignazio La Russa avrebbe dovuto sedere nel palco reale, come da protocollo, ma, appunto, vicino a lui non ci sarebbe stato il sindaco Sala, che invece aveva scelto di sedersi nella cosiddetta “fila d’onore” in platea, dove sarĂ  seduta la senatrice Liliana Segre.

Sala e Segre

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Una spaccatura netta ed evidente delle autoritĂ  che pare sia stata in parte ripianata dalla decisione del presidente del Senato, che stando a quanto si apprende dovrebbe sedere insieme al sindaco e alla senatrice a vita in platea. Un segnale distensivo a poche ore dalla prima del 7 dicembre, che tradizionalmente nel giorno di Sant’Ambrogio celebra l’inizio della stagione di uno dei teatri piĂą prestigiosi del mondo. Il teatro Piermarini, ammirato e amato in tutto il pianeta dai melomani e non, accentrerĂ  a sĂ© le luci della ribalta: per una sera tutta Italia, ma anche gran parte del mondo, guarderĂ  a quel foyer e cercherĂ  di scorgere volti noti e curiositĂ .

Ma se dal lato delle autoritĂ  la divisione sembra essere in parte stata risolta, la Cgil e l’Anpi non ne voglino sapere di fare un passo indietro e cerca di usare anche questo palcoscenico per accentrare l’attenzione. Hanno annunciato che non parteciperanno, come da tradizione, “ad alcun cerimoniale di saluto istituzionale rivolto a chi non ha mai condannato il fascismo, le sue guerre coloniali, l’alleanza e la sudditanza al nazismo che ha generato leggi razziali e tanto lutto e miseria al popolo italiano“. Così scrivono in una nota e Rls Slc-Cgil Teatro alla Scala e Anpi Scala in una nota intitolata “I fascisti non sono graditi alla Scala“.
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