ALATRI, 1 APR – “Quella che si è abbattuta su Emanuele è stata una ferocia disumana, barbara e spietata”. Così il vescovo di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, nell’omelia ai funerali di Emanuele Morganti, il ragazzo massacrato ad Alatri. “Tutti si staranno chiedendo – ha aggiunto- dov’eri Signore quando Emanuele veniva pestato? Il Signore risponde, ero in quel corpo martoriato, morivo lì un’altra volta”. Ha poi chiesto tre regali per Emanuele: “Nessuna tolleranza verso la violenza, scegliere la non violenza come stile di vita e amare di piĂą la vita”.
Lucia, la madre del ragazzo, ha detto: “Era un angioletto, ma che dico, era un caciarone pieno di vita che ci faceva sentire vivi”. E poi ha chiesto di ricordarlo “nelle nostre preghiere.
Dio non lo ha chiamato perchĂ© cattivo ma lo ha solo ricevuto dalla cattiveria degli uomini. Lo ha accolto”. “Quando ho scelto il tuo nome ho pensato al suo significato, speranza e amore.
Adesso venga fatta giustizia e chi ti ha portato via abbia un nome”, ha detto la sorella Melissa. ANSA

