Nei fatti è una piccola patrimoniale
Parliamo della così detta imposta di bollo, il tributo di 34,20 euro che ogni anno versa allo Stato chiunque detenga sul proprio conto corrente una giacenza media di almeno 5mila euro, limite introdotto dalla riforma Monti del 2012 (prima di allora si pagava sempre, anche sotto questa soglia). Il pagamento viene frazionato in rate in base alla periodicità con cui la banca invia l’estratto conto, di solito 4 rate trimestrali da 8,55 euro o in un’unica soluzione annuale, a seconda delle condizioni del proprio istituto.
L’imposta di bollo sui titoli
Dall’imposta sono esentati solo i conti con giacenza inferiore ai 5.000 euro e i titolari di un “conto di Base” che hanno un Isee sotto una certa soglia. Per il resto devono pagarla tutti i correntisti, né viene risparmiato chi investe i propri risparmi in azioni o titoli di Stato. In quest’ultimo caso si parla di imposta di bollo sui titoli e l’importo è proporzionale al patrimonio.
L’aliquota ordinaria è dello 0,20% annuo calcolato sul valore complessivo degli investimenti che hai nel portafoglio. Qualche esempio:
10.000 euro in titoli → L’importo sarà di 20 euro all’anno.
50.000 euro in titoli → 100 euro annui
200.000 euro in titoli → 400 euro annui.
L’imposta colpisce quasi tutti i prodotti finanziari, compresi i conti deposito, e non viene prevista una soglia di esenzione. Ci sono pochissime eccezioni che si salvano dallo 0,20%:
– Le polizze vita tradizionali;
– I fondi pensione.
L’escamotage legale
Dall’imposta di bollo sui titoli non si scappa. Ci sono invece delle scappatoie legali per evitare di pagare l’imposta di bollo sul conto corrente, ma il meccanismo è farraginoso e non sempre il gioco vale la candela. L’escamotage consiste nel frazionare la propria liquidità aprendo più conti correnti cointestati o intestati a sé stessi, tassativamente su banche diverse e (ovviamente) preferendo soluzioni che siano a zero spese.
Se ad esempio un correntista possiede 9.000 euro sul proprio conto, può dividere la somma su due conti distinti (4.500 euro ciascuno). In tal modo la giacenza media di ogni singolo rapporto rimarrà sotto il limite di legge, azzerando completamente l’imposta. Spostare la liquidità su più banche per evitare il bollo è un’opzione, ma comporta un carico gestionale non indifferente e complica il monitoraggio delle proprie finanze.

