Nuove accuse di doping per Schwazer: “Sono innocente ma non mi difenderò più”

Alex Schwazer

‘Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA Germania) ha avviato un procedimento di gestione dei risultati, ai sensi del Codice mondiale antidoping (WADC21)/Codice nazionale antidoping tedesco (NADC21) e del regolamento antidoping della Federazione tedesca di atletica leggera (DLV), nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer per una possibile violazione delle norme antidoping. L’atleta azzurro è stato temporaneamente sospeso e denunciato alla procura competente ai sensi della legge antidoping.

Schwazer ha convocato una conferenza stampa per fornire la sua versione dei fatti.
“Se non viene analizzata anche la nostra provetta, quella conservata da Donati, rinuncio alle controanalisi. Non voglio più mettere da parte la mia vita per buttarmi in delle procedure, udienze o altro”, ha ribadito Schwazer.

Schwazer e Brandstatter: “La terza provetta deve essere analizzata”

Riguardo alla terza provetta, Schwazer spiega: “È in conservazione da Sandro. Queste analisi le fanno solo i laboratori antidoping, perciò chiediamo che sia analizzata con le controanalisi”. Brandstatter aggiunge: “Nessuno avrebbe potuto togliere l’EPO da quella provetta. Se c’è, c’è”.

Rispondendo alla domanda di un giornalista presente in sala, Schwazer dichiara: “Io non ho assunto EPO. Non so come sia finita in questa provetta, non lo so ma non lo voglio nemmeno più sapere. Io sono innocente, tutte le altre cose non mi interessano”.

Giulia Mancini ha ribadito che lo staff del marciatore non gli ha mai chiesto di non fare più gare. Schwazer prosegue: “Penso che una persona abbia il diritto di tornare a gareggiare come amatore dopo una squalifica. Mi sono sempre portato dietro le provette anche nelle piccole competizioni, per avere un campione”.

Schwazer: “Lo sport è bello, ma non mi fido più del sistema”

Dopo l’avvocato, Alex Schwazer ribadisce: “Lo sport è bello, io non ho più fiducia nel sistema. Dopo Rio ho passato cinque anni di lotta, ero sfinito perché le provette non venivano mandate. Io questa roba non la voglio più fare: basta. Non voglio mettere a rischio la mia vita, da uomo, da marito, da padre. Possono fare ciò che vogliono. Ognuno ha un limite di sopportazione e io l’ho già sfiorato un paio di volte”.

Brandstatter: “Troppa gente non voleva un atleta così forte”

L’avvocato Brandstatter prosegue nel suo intervento: “Se si vuole trasparenza, devono fare questa prova. C’è bisogno di una riforma profonda. Gli avevamo detto di non prendere parte alla gara, ma ha dimostrato che può ancora preformare ad alto livello. Alex è un testone, è un uomo felice perché ha una famiglia felice. Può vivere una vita piena di soddisfazioni. Lui ha già deciso, noi gli suggeriremo che cosa sarà possibile fare. Avete davanti a voi una persona innocente, ma troppa gente non voleva un atleta così forte”.

Brandstatter: “Risultato inspiegabile, non ci fidiamo”

Prosegue l’avvocato Brandstatter: “Per noi il risultato è inspiegabile. Ne prendiamo atto tecnicamente. Alex non vuole più impugnazioni procedurali, va a sentenza questa settimana l’appello alla Corte Europea dei diritti umani. Ammettono di non averci dato la provetta del sangue, di averci dato quella dell’urina. Ora vediamo. Ha ragione Alex: l’atleta non è tutelato. In ogni procedimento c’è possibilità di colloquio: qui prendono provette, le portano via. Non ci fidiamo. Bisogna introdurre un contraddittorio democratico anche nella giustizia sportiva. Se si vuole giustizia, davanti alla affermazione di innocenza di Alex devono analizzare questa provetta”.

L’avvocato Brandstatter: “Sicuri dell’innocenza di Alex”

Dopo la nota di Sandro Donati, prende parola l’avvocato Gerhard Brandstatter: “Avete sentito Alex, non vuole più difendersi. Ma da legali dobbiamo sottolineare degli elementi importanti. Alex era stato avvisato da tutti, se rientri rischi un incidente da qualche parte. Che non ci fosse fiducia, lo dimostra il fatto che a Francoforte è stata richiesta una terza provetta di urina e una terza di sangue. Nero su bianco c’è scritto che la richiesta per la provetta di sangue è stata rifiutata. Siccome siamo sicuri che Alex è innocente, siamo sereni anche se capiamo che non ha voglia di combattere, abbiamo già firmato l’istanza delle controanalisi delle provette A e B, a condizione che venga analizzata anche questa provetta che può dimostrare l’assoluta innocenza di Alex. Se vogliono la ricerca della verità, devono analizzare anche questa. Aspettiamo questa risposta”.

Donati: “Sorpreso e incredulo”

Prende ora la parola Giulia Mancini, la manager di Schwazer, che legge una nota di Sandro Donati. Queste le parole dello storico coach del marciatore: “Posso solo esprimere sorpresa, incredulità e amarezza per la nuova positività di Alex. Ho allenato Schwazer fino al 2016, quando ha chiuso la sua attività. Sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui, anche quando ha ripreso con un altro allenatore. Ero presente alla gara di Francoforte e sono riuscito a ottenere una terza provetta di urina, spero si voglia procedere all’esame di questa urina”.

Schwazer: “Nello sport non ci posso più stare, ne prendo atto”

Visibilmente emozionato, Schwazer aggiunge: “Grazie del vostro supporto, non dovete stare male: nello sport probabilmente non ci posso più stare, ne prendo atto. Ma sono contento della mia vita. Non siate tristi, grazie per essermi stati vicini tutti questi anni”.

Schwazer: “Chiederò le controanalisi”

L’atleta azzurro prosegue: “Ormai ho 41 anni, una bellissima famiglia, la mia vita. Un lavoro che non ha nulla a che fare con lo sport agonistico. Non voglio rimettermi in una battaglia che mi può anche sfinire completamente al livello psicologico. Non faremo più nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. Non me ne importa nulla, perché è troppo importante la mia vita, sono troppo importante io come persona. Chiederò le controanalisi, a patto che sia controllato anche una riserva di urina che Sandro Donati si è portato a casa. Altrimenti rinuncio, perché non ho nessuna fiducia nel sistema”.

Schwazer: “Sono innocente, ma non mi difenderò più”

“Venerdì mattina ho ricevuto una notifica che incredibilmente parla di una positività all’eritropoietina. Si parla del controllo antidoping sangue e urina dopo la gara in Germania di aprile. Io sono innocente, non ho assunto EPO o altre sostanze vietate. Dico, però, che questa volta non mi difenderò più. Non ho più l’energia di farlo”. Alex Schwazer inizia così, visibilmente emozionato, la conferenza stampa convocata dopo le ultime accuse di doping. Presente anche il suo storico staff.

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