Una festa a casa di amici si è tramutata in un incubo per una ragazzina di sedici anni, che si è rivolta ai carabinieri denunciando di essere stata violentata
La giovane ha trascorso la notte nella stessa casa dove si è svolta la festa, al risveglio si è accorta di indossare pantaloncini non suoi e ha capito che qualcuno aveva abusato di lei mentre non era cosciente. Con un stratagemma è riuscita anche a fare confessare il presunto aggressore e poi si è rivolta ai carabinieri. Un 27enne di origine peruviana è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
La festa-trappola
Lo stupro sarebbe avvenuto la sera tra l’8 e il 9 giugno, durante una festa nella casa di alcuni amici. Erano presenti due uomini, un amico della ragazza e un’altra giovane. Dopo aver consumato diverse bottiglie di rum e visto che non c’erano più mezzi pubblici per rientrare a casa, la minorenne è stata convinta a fermarsi a dormire. Quando si è svegliata, si è accorta di indossare dei pantaloncini diversi da quelli grigi che aveva la sera precedente. Un dettaglio che le ha fatto temere il peggio.
Insospettita ma determinata a sapere la verità, l’adolescente ha poi telefonato al presunto aggressore e ha registrato tutta la conversazione riuscendo a farlo confessare.
La ragazzina si è quindi presentata presso la caserma dei carabinieri, consegnando l’audio decisivo ai militari. Gli investigatori hanno effettuato una perquisizione nell’appartamento dove tutto sarebbe avvenuto. I carabinieri hanno poi arrestato il presunto aggressore, che adesso è nel carcere di San Vittore a Milano in attesa del processo.
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