Estrae un coltello e tenta di violentare una donna, maliano resta in una Rems

coltello

Resterà in Rems per altri sei mesi Mohamed Diarra, il 32enne di origine maliana accusato di aver tentato di violentare una giovane donna nei giardini pubblici di Oderzo

La decisione è stata assunta nel corso dell’udienza celebrata oggi, al termine della quale è stato disposto il prolungamento della misura di sicurezza sanitaria già in atto nei confronti dell’uomo. Al termine del nuovo periodo di permanenza nella Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, Diarra sarà nuovamente sottoposto a valutazione clinica.

Qualora il suo quadro psichiatrico dovesse registrare un miglioramento, potrà essere trasferito in una comunità terapeutica meno restrittiva. Al momento, tuttavia, i sanitari ritengono necessario il mantenimento del percorso all’interno della struttura specializzata. Il trentaduenne è affetto da una grave patologia psichiatrica. Secondo quanto emerso nel corso degli accertamenti, parla frequentemente da solo, sostiene di dialogare con Dio e riferisce di sentire voci che gli parlano. Una condizione che aveva già richiesto in passato l’esecuzione di diversi trattamenti sanitari obbligatori.

Diarra (difeso dall’avvocato Alessandra Rech) era finito al centro delle cronache giudiziarie per il grave episodio avvenuto l’8 giugno 2025 ai giardini pubblici Ca’ Diedo di Oderzo. Secondo l’accusa, si era avvicinato a una donna di 27 anni, residente in provincia di Foggia ma domiciliata nell’Opitergino, tentando di costringerla ad avere un rapporto sessuale sotto la minaccia di un coltello. La giovane era riuscita a sottrarsi all’aggressione grazie all’intervento di alcuni passanti, che avevano richiamato l’attenzione e consentito alla vittima di mettersi in salvo mentre l’aggressore si dava alla fuga.

Le indagini dei carabinieri della Tenenza di Oderzo avevano permesso di identificare in breve tempo il presunto responsabile attraverso le dichiarazioni della vittima, le testimonianze raccolte sul posto e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Nei confronti del 32enne il gip del Tribunale di Treviso aveva quindi disposto la custodia cautelare.

Oltre alla tentata violenza sessuale, a Diarra erano stati contestati anche altri episodi avvenuti nei giorni precedenti. Il 3 giugno era stato denunciato per l’occupazione abusiva di alcuni locali comunali in disuso nell’area dell’ex caserma Zanusso. Due giorni dopo, nei pressi della pizzeria Ai 4 Cantoni, avrebbe sottratto un accendino a una sedicenne, avvicinandole poi la fiamma accesa all’orecchio e rivolgendole minacce verbali prima di allontanarsi.

La prosecuzione della permanenza in Rems punta ora a garantire sia la continuità delle cure sia il controllo della pericolosità sociale dell’uomo. Tra sei mesi il caso tornerà all’attenzione degli specialisti, chiamati a stabilire se il percorso terapeutico abbia prodotto risultati tali da consentire il passaggio a una struttura a minore livello di contenimento.

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