di Armando Manocchia – Una nuova e sconvolgente inchiesta giornalistica svela il traffico legale di minori negli Stati Uniti attraverso adozioni e case famiglia per adolescenti rinchiusi in centri di cura residenziali a scopo di lucro dove subiscono regolarmente abusi sessuali e manipolazioni psicologiche, che spesso culminano nel suicidio.
I bambini adottati sono ampiamente sovrarappresentati in quello che definiamo “l’industria degli adolescenti problematici”.
Una vasta rete di strutture, di centri di trattamento residenziali a scopo di lucro, con programmi nella natura e collegi scarsamente regolamentati.
Alcuni bambini sono orfani, altri sono stati strappati ai genitori. Molti sono più grandi e presentano bisogni più complessi o disabilità. La maggior parte porta i segni del trauma di essere stati trasferiti da una casa famiglia all’altra, separati dai genitori e dai fratelli o vittime di abusi sessuali e fisici.
Da decenni, le agenzie di protezione dell’infanzia si confrontano con il problema di trovare una sistemazione stabile per bambini e adolescenti vulnerabili: una sfida talmente ardua che gli assistenti sociali non possono mai garantire una soluzione perfetta.
Gli esperti affermano che i bambini adottati, che rappresentano il 2% dei minori americani, costituiscono una percentuale stimata del 33%, quindi, uno su tre, di coloro che si trovano in queste strutture di trattamento residenziale.
I bambini adottati sono intrappolati in un sistema di orfanotrofi clandestini dove la propria sorte non è l’adozione che avrebbe dovuto salvarli e cioè la promessa di una famiglia per sempre, ma finiscono reclusi in istituti per anni, in queste strutture oppressive e talvolta abusive.
Molti esperti hanno affermato che i programmi di queste strutture – dove di solito sono i genitori stessi a decidere di mandare i figli – e per quanto tempo – sembravano gli stessi dei carceri, con la differenza che questi bambini non sono stati condannati per alcun crimine, non hanno ricevuto alcuna condanna e nessun giudice controlla la loro reclusione.
L’Associated Press ha intervistato decine di bambini partecipanti al programma e le loro famiglie, come anche ex dipendenti, funzionari pubblici, avvocati ed esperti, ed ha ottenuto centinaia di documenti governativi e aziendali per esaminare perché e come, questi bambini adottati finiscono in tali strutture, nonostante i precedenti inquietanti di queste vere e proprie aziende.
Le interviste ad alcune vittime dirette descrivono quelle che, adilà di ogni ragionevole dubbio, possono essere definite “torture” per via delle “terapie” a cui sono state sottoposte in questi centri tuttora in attività, strutture private che pubblicizzano di trattare problematiche legate all’adozione e dove c’è pochissimo controllo e grandi profitti.
Secondo gli esperti, un’attività più facile da fare perché le normative sono molto meno rigide rispetto ad altre strutture sanitarie di ricovero come ad es le case di cura.
Molte di queste attività – affermano gli esperti – sono nate come piccole imprese, con approcci di modificazione del comportamento storicamente radicati negli insegnamenti cristiani.
Oggi, società di capitale sia pubbliche che private, attratte dalla promessa di considerevoli profitti e soprattutto con un ‘mercato’ garantito da un flusso inesauribile di minori in difficoltà, stanno acquisendo centri e commercializzando i trattamenti ovunque.
Questi centri di trattamento residenziale, promettono un margine di profitto minimo del 20%, guadagnano ovviamente minimizzando i costi del personale e massimizzando la durata della permanenza dei bambini nel centro.
I rapporti della polizia rivelano che all’interno delle strutture, bambini anche di soli 8-9-10 anni subiscono o assistono a episodi di violenza, caos, autolesionismo e abusi sessuali.
Quei pochi bambini che lasciano le strutture escono più traumatizzati di quando sono arrivati.
Là dentro, i bambini vengono sottoposti a perquisizioni corporali, legati, immobilizzati regolarmente e puniti con lavori manuali. La comunicazione con il mondo esterno, compresi i genitori, è limitata e strettamente controllata. Alcuni sono morti all’interno delle strutture che avevano promesso di tenerli al sicuro.
Il rapporto dell’Associated Press rivela inoltre come molte di queste strutture di cura siano coinvolte in importanti cause legali, in cui ai predatori sessuali è permesso di abusare sessualmente degli adolescenti, spingendo alcuni di loro persino al suicidio.
I programmi imposti ti segnano per sempre. Ti insegnano a non pensare. Eliminano qualsiasi forma di individualità. Ti convincono che una parte di te è cattiva, tossica, malsana, che non funziona e devi sbarazzartene.
Un altro fattore che contribuisce al traffico di bambini, attraverso questi centri di trattamento residenziali privati, è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di software di “analisi predittiva”.
Sebbene negli ultimi anni, con la crescente popolarità dei modelli linguistici su larga scala (LLM) come ChatGPT, si sia parlato molto di più dei fallimenti e dei pregiudizi dell'”analisi predittiva”, questo tipo di software viene testato da anni su genitori che perdono i propri figli a causa dei programmi governativi di affidamento e adozione.
I servizi di protezione dell’infanzia utilizzano da diversi anni un software di “analisi predittiva” per etichettare i genitori come inadatti, addirittura ancor prima della nascita del bambino.
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In un reportage investigativo di AP, si fa riferimento all'”analisi predittiva” in un rapporto pubblicato nel novembre del 2023, descrivendo un altro modo in cui il software di intelligenza artificiale viene utilizzato oggi: Ispirato agli incontri online, lo strumento di intelligenza artificiale per l’abbinamento dei bambini in affido si rivela inadeguato per i minori vulnerabili.
Armando Manocchia

