Reggio Emilia, il 22enne fermato ‘mostrava video di decapitazioni ai compagni di scuola’

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Dall’adolescente che voleva emulare i terroristi dell’Isis e, nel 2019, mostrava video di decapitazioni ai compagni di scuola, Yabber Naggai, il 22enne fermato dalla polizia a Reggio Emilia per arruolamento con finalità di terrorismo, è diventato qualcosa di più.

Un giovane, pur con problemi psichici certificati da una presa in cura da parte del Csm e un ricovero terminato pochi giorni fa, considerato capace di prendere contatti “con persone intranee” alla organizzazione eversiva islamica, “in grado di spingerlo, in più paesi, all’azione e di fornirgli denaro e materiali allo scopo”.  Lo sottolinea il Gip Francesco Panchieri, motivando l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, prima di spogliarsi della competenza: se ne occuperà la Procura distrettuale di Bologna, che procede per i fatti di terrorismo in regione.

Il salto di qualità di un personaggio che era stato in carcere in Germania ed espulso a inizio anno, ma per episodi di procurato allarme per azioni terroristiche mai avvenute, è soprattutto in un dialogo su Telegram avviato nelle scorse settimane con un presunto esponente dello Stato islamico. Il “reclutatore” si rivolgeva a lui chiamandolo “Lupo solitario” e si rendeva disponibile a fornirgli informazioni su “produzione di tossine” e a farlo entrare in un “gruppo specializzato”.

Secondo il giudice sono conversazioni che dimostrano come il giovane si fosse messo a disposizione dell’Isis (o di un suo intermediario) dichiarando l’adesione e il proposito di entrare in azione, salvo poi, secondo una ricostruzione, pentirsi e contattare la madre”. E’ stata proprio la donna, dopo aver ricevuto un messaggio del figlio, ad allertare le forze dell’ordine, giovedì scorso, quando Naggai aveva detto di voler andare in centro con un coltello a fare del male a qualcuno.

Ed è stato lo stesso indagato, portato in Questura, a mostrare le chat ai poliziotti, con questo interlocutore rimasto ignoto. Su Telegram il presunto uomo dell’Isis aveva fatto riferimento esplicitamente ad una “operazione”, sondando le effettive possibilità di fare un attentato in Italia o in Svizzera. E Yabber Naggay si era detto pronto a registrare un video in cui confessa di essere un sostenitore di Daesh. D’altra parte già in passato “palesi e reiterate sono state le affermazioni di adesione all’azione dello Stato islamico” da parte del 22enne. ANSA

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