Dopo due notti passate all’aperto, nei pressi del municipio di Treviso, i migranti senza fissa dimora sgomberati dal parcheggio Dal Negro si erano sistemati sotto i portici della chiesa di Santa Lucia, in centro cittĂ . Gli undici cittadini pakistani hanno poi trovato una sistemazione temporanea grazie ad un anonimo benefattore.
La svolta è arrivata martedì 21 aprile con la telefonata di un imprenditore ai volontari che in questi giorni hanno affiancato i profughi nella loro protesta, dormendo al loro fianco in strada, insieme a due parroci della città , don Giovanni Kirschner e don Francesco Filiputti. Una soluzione provvisoria ma che, almeno, ha contribuito ad allentare la tensione creatasi intorno alla vicenda, che vede il Comune molto critico.
Il sindaco della cittĂ , Mario Conte, aveva infatti bollato la vicenda come una provocazione e una strumentalizzazione politica.
“Ci vuole caritĂ ma anche – ha dichiarato il primo cittadino – testa, spazi, organizzazione, risorse e un controllo dei flussi a monte, altrimenti si rischia di creare bombe sociali”.
Plaude all’iniziativa la Diocesi di Treviso che ha chiesto a tutti di abbassare i toni, riprendendo il dialogo tra istituzioni.
“Il Vangelo – ha affermato il vescovo, Michele Tomasi – non è una favoletta. E accogliere i poveri vuol dire rendere la societĂ migliore per tutti. Ci occupiamo anche degli italiani – ha ricordato monsignor Tomasi – che spesso hanno problematiche complesse. La differenza è che, generalmente, non vogliono che si sappia”.

