Pistoia – Pochi giorni fa ha dovuto ripercorrere davanti ai giudici del Tribunale di Pistoia gli attimi più terribili della sua vita, quando fu stuprata nella sua casa da un ragazzo straniero, che l’aveva seguita nell’androne del palazzo e poi presa ostaggio, puntandole contro un coltello. Per raccontare quella violenza, la donna, settantenne, aveva attinto a tutto il suo coraggio, chiedendo solo di poter parlare senza dover incrociare lo sguardo dell’uomo che l’aveva violentata, schermata da un paravento, come la legge prevede.
L’aggressore è libero
Il processo per la terribile aggressione avvenuta il 19 giugno 2025, nella zona della Vergine, è iniziato giovedì scorso davanti al collegio presieduto dal giudice Stefano Billet. L’imputato, un giovane di 22 anni del Mali, che era detenuto nel carcere di Sollicciano dallo scorso 22 giugno, martedì mattina è tornato in libertà . Il Tribunale del Riesame di Firenze, presieduto dal giudice Elisabetta Improta, ha disposto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Luca Gaspari lo scorso luglio, in quanto il documento non è mai stato tradotto nella lingua dell’imputato, il francese. La questione era stata sollevata dall’avvocato Marco Tafi, che difende il giovane.
“Siamo sconvolti e spaventatiâ€
“Siamo sconvolti e spaventati tutti – spiega la figlia dell’anziana – è come se lui fosse tornato in libertà e in carcere avessero messo tutti noi, tutta la nostra famiglia. Non ci sentiamo più liberi di uscire di casa e temiamo una vendetta, anche perché quel giovane è una persona instabile, e non è la prima volta che aggredisce qualcuno. Sa dove viviamo. La nostra vita di fatto è bloccata. Mia madre ha testimoniato contro di lui e lo ha riconosciuto come il suo aggressore. Lei non può vivere segregata in casa anche perché è una persona molto attiva e impegnata. È una professionista e ogni giorno va a Firenze. Potrebbe ritrovarselo davanti su un treno, o per strada. Questo ragazzo non ha una casa, vive in strada, e non gli è stato applicato neanche un braccialetto elettronico. Possibile che nessuno ci abbia pensato?â€.
Il giovane si era dato alla fuga
Il legale dell’anziana, l’avvocato Sandra Tornatore di Firenze ha spiegato: “Ho inviato una pec al Tribunale di Pistoia per chiedere che sia emessa una misura cautelare, anche perché ritengo che ci sia un concreto pericolo di fuga o di reiterazione del reatoâ€. “Avevamo presentato richiesta di scarcerazione già alla fine dell’anno scorso – ha chiarito l’avvocato Marco Tafi, legale dell’imputato – La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo giudizio davanti al Tribunale del Riesame, avendo ravvisato la sussistenza di un vizio proceduraleâ€. Il giovane dopo l’aggressione si era dato alla fuga ed era stato rintracciato due giorni dopo alla stazione di Firenze, mentre dormiva sotto una coperta e con due lamette nascoste nella bocca, per difendersi. A Pistoia aveva vissuto per un periodo nel centro di accoglienza di Vicofaro.

