Sindaci Dem chiedono l’obolo nelle moschee

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L’obolo ovviamente non è in denaro. L’obolo è una ics in matita. L’obolo è un vot

di Andrea Indini – Capitava che sul finire della Messa, prima che il parroco benedicesse i fedeli, qualcuno venisse invitato a parlare sull’altare. Erano quasi sempre missionari che, di lì a poco, sarebbero ripartiti per mondi lontani. Altre volte erano associazioni che, sul sagrato della Chiesa, offrivano oggetti sacri, immaginette o prodotti alimentari. Erano tutti in cerca di un obolo, per una buona causa.

Forse succede ancora oggi ma, mai e poi mai, vi capiterà di trovare un sindaco piddì a chiedervi l’obolo. Loro, i questuanti dem, vanno in moschea chiedere l’elemosina, e non certo per una giusta causa. C’è chi porta in dono promesse e chi, invece, va a battere cassa. C’è chi promette la regolarizzazione dei luoghi di culto e chi ricorda quanto è stato fatto per la comunità islamica.

L’obolo ovviamente non è in denaro. L’obolo è una ics in matita. L’obolo è un voto. Sanno che lì davanti ci sono quasi soltanto uomini. Ma sanno bene che dietro quegli uomini ci sono mogli che faranno altrettanto. E così le schede elettorali a loro favore si moltiplicano.

Secondo le stime del Giornale, il partito di Allah conta la bellezza di un milione di teste: un milione di ics che possono cambiare l’esito di un qualsiasi voto. Quello del referendum sulla riforma della giustizia, per esempio. O quello delle elezioni comunali che si terranno il prossimo fine maggio. O, ancora, quello delle politiche che dovrebbero tenersi nel 2027.

Elly Schlein lo sa bene, come lo sanno i leader dei principali partiti della sinistra e gli imam e le associazioni islamiche e i centri culturali. La trattativa è già iniziata. E, appunto, c’è chi fa promesse e chi passa a riscuotere.
Sembra un suq dove, però, sul ciglio della strada a chiedere l’elemosina ci sono politici, sottomessi, che svendono le nostre città e il nostro Paese ai musulmani. In altre città occidentali è già successo. E i risultati (disastrosi) sono sotto gli occhi di tutti.

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