Il Consiglio europeo si chiude con un nulla di fatto per il veto del premier ungherese Viktor Orban sul prestito allâUcraina, legato alla questione dellâoleodotto Druzhba, che ha mantenuto ferma la linea “No oil, no coin”
Il presidente Antonio Costa ha duramente condannato l’atteggiamento dell’Ungheria, affermando che “nessuno può ricattare le istituzioni”, mentre il cancelliere tedesco Merz ha parlato di “grave slealtĂ ” con conseguenze future. Giorgia Meloni, smentendo ricostruzioni di sostegno a Budapest, ha invocato flessibilitĂ per risolvere la questione. Ursula Von der Leyen garantisce: “Garantiremo prestito a Kiev, in un modo o nell’altro”.
Von der Leyen: “Sosterremo Kiev, in un modo o nell’altro”
“Una decisione è stata presa a dicembre e c’era una condizione: che tre Paesi non avrebbero partecipato” al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. “Quella condizione è stata rispettata. Dobbiamo essere chiari: il prestito resta bloccato perchĂŠ un leader non rispetta la parola data. Ma adempiremo” all’impegno, “in un modo o nell’altro”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al termine del vertice dei leader Ue, riferendosi al veto di Viktor Orban al prestito comune per Kiev.
Costa: “Nessuno ricatta l’UE”
“Oggi i leader Ue sono intervenuti per condannare Orban e hanno ricordato che quando si stipula un accordo va onorato e che i leader devono mantenere la parola data. Nessuno può ricattare il Consiglio europeo e le istituzioni europee”. Lo ha detto ilâpresidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa al termine del vertice dei leader Ue.
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