CANNOLE – Tre anni e quattro mesi di reclusione, oltre a 10mila euro di multa: è questa la condanna inflitta dalla giudice del tribunale di Lecce Giulia Proto nei confronti del medico anestesista Piero Frassanito, 63enne di Cannole, accusato di detenzione abusiva di armi e compravendita di armi comuni da sparo per corrispondenza o mediante contratto a distanza. Prevista inoltre l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena, una volta diventata definitiva.
La sentenza, arrivata al termine del processo celebrato con rito abbreviato, si è attestata sostanzialmente in linea con la richiesta avanzata dalla sostituta procuratrice Patrizia Ciccarese, che aveva chiesto una condanna a 3 anni e 3 mesi.
L’avvocato difensore Andrea Frassanito ha già annunciato il ricorso in appello, che sarà presentato non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza, entro sessanta giorni. La strategia difensiva aveva puntato alla riqualificazione del reato di traffico di armi in quello di cessione tra privati senza autorizzazione, che è poi l’accusa per la quale ha proceduto la Procura di Matera nei riguardi di uno degli acquirenti scoperti durante le indagini. Una tesi evidentemente non accolta dalla giudice.
Il medico rispondeva anche di furto, legato al fatto che nella sua abitazione furono rinvenuti reperti archeologici, che lo stesso aveva giustificato affermando di averli ereditati.
A far scattare le indagini, la scoperta di un pacco sospetto presso il centro di smistamento di Modugno. Gli artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Taranto avevano trovato al suo interno una pistola calibro 5.5, due revolver calibro 6.35 privi di matricola e oltre 50 cartucce calibro 22.
Le successive indagini, svolte dai carabinieri della stazione di Maglie e coordinate dalla pm Ciccarese, avevano fatto emergere che il medico sarebbe stato il mittente di ben due plichi dal contenuto analogo indirizzati a due soggetti distinti: uno in Francia, l’altro a Matera.
La perquisizione domiciliare aveva poi portato alla scoperta di un vero e proprio arsenale. Tra le mura domestiche i militari avevano rinvenuto numerose armi bianche e da fuoco, tutte illecitamente detenute: due baionette, otto pistole prive di matricola, una balestra anch’essa priva di matricola, una carabina calibro 22, tre spade del tipo “katana”, quattro coltelli a “mollettone”, un coltello da palombaro, tre lancia dardi a molla e munizionamento di diverso calibro. Così, il 2 luglio 2024 Frassanito era finito agli arresti domiciliari, misura poi alleggerita con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Adesso è in libertà .
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