Como, 14enne rapinato, picchiato e perseguitato per mesi: presi 4 minori stranieri

rapina

Non era violenza casuale, ma un metodo: il branco, composto da minorenni tra i 15 e i 17 anni, aveva un modus operandi preciso e autoalimentava la propria ferocia. Si muovevano insieme, accerchiavano la vittima, la intimidivano e la colpivano, trasformando ogni incontro in un atto di dominio. Un’escalation che, secondo gli investigatori, andava avanti da mesi e che ha segnato profondamente la vita di un ragazzino di Como, scelto come bersaglio fisso.

La polizia di Stato di Como, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Milano, lunedì 12 gennaio ha eseguito un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di quattro minorenni, tre nati nel 2010 e uno nel 2009, residenti a Como, stranieri e italiani di seconda generazione.

I quattro sono gravemente indiziati di aver commesso, a partire dal mese di maggio 2025, due rapine aggravate e lesioni personali aggravate ai danni di un coetaneo, oltre ad averlo sottoposto a minacce e aggressioni ripetute, tali da configurare anche il reato di atti persecutori.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Como, sono nate dal costante monitoraggio del fenomeno della devianza giovanile negli istituti scolastici del capoluogo. L’attività investigativa ha permesso di identificare gli indagati e di ricostruire condotte violente ripetute, sfociate in veri e propri pestaggi anche solo per appropriarsi di poche decine di euro.

È emerso un quadro di violenza sistematica, non occasionale, con dinamiche che si ripetevano nel tempo e che delineano un comportamento organizzato e consapevole.

Il modus operandi: la forza del branco

Gli accertamenti hanno fatto emergere un metodo d’azione ormai consolidato. I ragazzi, tra i 15 e i 17 anni, agivano sempre in gruppo, sfruttando la forza intimidatrice del branco per impedire qualsiasi reazione. Accerchiavano la vittima e ricorrevano alla violenza con estrema disinvoltura, nonostante la giovanissima età, colpendo in pieno giorno e in luoghi pubblici.

Un comportamento che mostra una preoccupante sicurezza nel colpire e una totale assenza di timore delle conseguenze, aggravata dal fatto che tutto avvenisse sotto gli occhi di altri coetanei.

Le conseguenze sulla vittima

Per il giovane preso di mira l’impatto è stato devastante. Le aggressioni e le minacce continue hanno generato un grave e perdurante stato di ansia, costringendolo a cambiare le proprie abitudini di vita e a evitare luoghi di aggregazione per il timore di nuovi incontri con gli indagati.

Una condizione che, secondo gli inquirenti, integra pienamente il reato di atti persecutori, avendo inciso in modo diretto sulla libertà personale e sulla serenità della vittima.

La decisione del giudice e il collocamento in comunità

Alla luce del quadro emerso, il Gip del tribunale per i minorenni di Milano ha disposto il collocamento in comunità dei quattro ragazzi, ritenendo concreto il pericolo di reiterazione delle condotte violente.

Al termine delle operazioni, i minorenni sono stati accompagnati in diverse comunità educative della Lombardia, dove dovranno intraprendere percorsi rieducativi e restare in attesa della conferma, in sede processuale, delle risultanze investigative acquisite.
www.quicomo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *