“Atti sessuali” con bambina di 10 anni che rimase incinta, bengalese condannato a 5 anni

giudice indipendenza dei giudici

Cinque anni di carcere. Questa la condanna arrivata al termine del processo in abbreviato a Brescia nei confronti dell’uomo di 29 anni, originario del Bangladesh, accusato di aver compiuto atti sessuali con una bambina di soli 10 anni in una struttura per richiedenti asilo della Valtrompia.

Lo stupro, la scoperta dei medici e l’arresto

La violenza, che risale all’estate del 2024, ha avuto come teatro un ex albergo di San Colombano di Collio, nel Bresciano, trasformato nel 2015 in un centro di accoglienza straordinario per migranti. La piccola, originaria dell’Africa subsahariana, era arrivata lì con la mamma. Era stata proprio quest’ultima ad accorgersi che c’era qualcosa di strano. Da qualche giorno la figlia lamentava dolori strani all’addome e aveva cambiato umore. Una volta in ospedale i medici si resero conto che aveva subito abusi ed era rimasta incinta. L’uomo era stato identificato un paio di settimane dopo e portato subito in cella, a Cremona, mentre la piccola era stata trasferita in un’altra struttura in una località protetta della provincia lombarda, insieme alla mamma.

Il processo e la richiesta della pm

La testimonianza della bambina è stata raccolta con tutte le cautele necessarie, in un’aula protetta durante l’incidente probatorio, mentre la madre si è costituita parte civile. Il 29enne avrebbe ammesso fin da subito le sue responsabilità. La pm di Brescia Federica Ceschi aveva chiesto una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione, concedendo le attenuanti generiche per il fatto che l’uomo era incensurato e si era mostrato collaborativo durante tutta la fase delle indagini.

La riqualificazione del reato in atti sessuali con minore

BresciaToday riporta alcuni elementi emersi nel processo che hanno avuto un peso nella quantificazione della condanna. Il Gup ha chiarito che la bambina, di soli 10 anni, non avrebbe potuto dare alcun consenso all’atto sessuale. Tuttavia, dagli atti non sarebbe emersa una violenza in senso stretto e dunque il capo d’accusa è stato riqualificato da violenza sessuale aggravata (articolo 609 ter del codice penale) ad atti sessuali con minore. Una distinzione giuridica che avrebbe inciso anche sull’entità della condanna. A ciò si è aggiunto il fatto che il rito abbreviato comporta di norma lo sconto di un terzo della pena.

Violenza sessuale o atti sessuali con minore: cosa cambia?

Il reato di violenza sessuale scatta quando c’è un elemento di minaccia o coercizione fisica nei confronti della vittima, mentre l’articolo 609-quater disciplina gli “atti sessuali con minorenne”, cioè i rapporti sessuali compiuti da un adulto con un minore che non ha raggiunto l’età del consenso.

In un dossier pubblicato sul sito del Senato viene sottolineato che il codice penale mantiene comunque fermo “il principio per il quale si presume che il minorenne sino a 14 anni non possa avere rapporti sessuali consensuali”. In sostanza, viene spiegato, “qualora vi sia violenza, minaccia o abuso di autorità su persona minore di anni 14 si ha un’ipotesi di violenza sessuale aggravata” e scatta l’articolo 609 ter del codice (lo stesso inizialmente ipotizzato a carico del 29enne), mentre “se sussiste il consenso del minore di 14 anni si rientra nel reato di atti sessuali con minorenne, punito con le stesse pene previste” dall’articolo 609-bis che disciplina la violenza sessuale senza aggravanti.

La Lega: “Il minimo della pena, viene da chiedersi se sia giustizia”

Alla fine per il 29enne è arrivata una condanna a cinque anni di reclusione. E la Lega va all’attacco: “Il richiedente asilo bengalese che in Valtrompia ha stuprato una bambina di 10 anni, rimasta poi incinta, è stato condannato con rito abbreviato a soli 5 anni di carcere” scrivono il senatore Stefano Borghesi e il deputato Paolo Formentini.

“Il minimo della pena” osservano i due parlamentari, “peraltro per un reato che è stato addirittura riqualificato come minore rispetto alle richieste dell’accusa e con la vittima che non poteva essere consenziente, in virtù della sua età. Eppure, nonostante tutto ciò, la condanna è di soli cinque anni. Viene da chiedersi se questa è davvero giustizia, anche e soprattutto per rispetto della piccola che ha subito queste atrocità”.
www.today.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *