Londra: spettacolo teatrale vietato ai bianchi

Slave Play

Teatro vietato ai bianchi: a Londra andranno in scena spettacoli teatrali dove saranno ammessi solo spettatori neri e di colore, anche se la cosa sta creando non poche controversie

di Roberto Vivaldelli – Follia woke a Londra. Immaginate cosa accadrebbe se qualcuno organizzasse degli spettacoli dedicati a sole persone “bianche”: le prime pagine dei giornali liberal verrebbero – giustamente – dedicate a un’iniziativa apertamente razzista e xenofoba. Ebbene, in un teatro del West londinese andrà in scena uno spettacolo riservato a un pubblico interamente di colore. Motivo? Al fine di garantire ai partecipanti di essere liberi dallo “sguardo bianco”. Non parliamo di uno show marginale ma di Slave Play, interpretato da Kit Harington – l’attore che che interpreta Jon Snow ne Il Trono di Spade – che debutterà al Noel Coward Theatre di Londra a giugno per una durata di tre mesi e offrirà due spettacoli specificamente per un “pubblico di colore”, come riporta il Telegraph. L’iniziativa – che in Inghilterra ha scatenato un’ondata di polemiche e di critiche – mira a ricreare un ambiente “libero dallo sguardo dei bianchi”.

Bufera sullo spettacolo teatrale riservato ai neri

Il sito ufficiale dello spettacolo spiega che le serate rappresentano “la creazione intenzionale di un ambiente in cui un pubblico di soli neri può sperimentare e discutere un evento libero dallo sguardo dei bianchi”. Gli organizzatori intendono distribuire i biglietti su invito attraverso i gruppi della comunità nera: sarebbe infatti impossibile, da un puntro di vista legale, impedire ai bianchi di partecipare allo show per via del colore della pelle. Una palese violazione delle norme costituzionali che solleverebbe non pochi problemi da questo punto di vista. I biglietti possono infatti essere acquistati solamente utilizzando un codice speciale inviato a organizzazioni, gruppi studenteschi e altre organizzazioni legate alla comunità nera.

Il “bello” – si fa per dire – è che lo spettacolato Slave Play è finito nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti dove una petizione lanciata dai gruppi afroamericani ne richiede la cancellazione poiché si racconta contesto un “sentimento anti-nero travestito da arte” per via di come vengono dipinti i rapporti sessuali durante il periodo della schiavitù. Secondo Amy Gallagher, candidata sindaco del Partito Socialdemocratico di Londra, citata dal Telegraph, “escludere chiunque sulla base del colore della pelle in questo modo è razzista”.

Tre coppie interazziali

La controversa commedia su razza, identità e sessualità – un’opera in tre atti di Jeremy O. Harris – racconta di tre coppie “interrazziali” che hanno deciso di proporsi per una nuova e singolare forma di terapia: la Antebellum Sexual Performance Therapy. In tutti i casi, il partner nero della relazione non prova più piacere sessuale con il partner bianco. In un raro esperimento sessuale, le coppie interpretano relazioni tra bianchi e neri, padroni e schiavi, per capire come la loro identità razziale e la loro storia influiscano sulla loro relazione sessuale.

Slave Play è stato originariamente messo in scena nel 2018 al New York Theatre Workshop prima di essere trasferito al John Golden Theatre di Broadway nel 2019. La produzione ha ricevuto 12 nomination ai 74° Tony Awards, battendo il record precedentemente stabilito dal revival di “Angels in America” e diventando così l’opera non musicale più nominata ai Tony di tutti i tempi. La produzione si sta ora trasferendo tra le polemiche nel West End di Londra e andrà in scena dal 29 giugno al 21 settembre al Noël Coward Theatre.
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