Corso da drag queen per bambini da 11 anni in su, è polemica

drag queen

«Crea e impersona una drag queen». L’invito al corso per bambini e ragazzi tra 11 e 15 anni ha scatenato una forte polemica tra i genitori

Il laboratorio, ideato dal centro Lgbtq Le Girofad di Bordeaux, in Francia, ha l’obiettivo di creare «un corso drag per rompere gli schemi». Il programma è stato inserito tra le attività svolte dai ragazzi e proposte dall’associazione MJC CLAL (che organizza laboratori per ragazzi) durante le prossime vacanze scolastiche di febbraio, tra un laboratorio di robotica e un’animazione circense. L’organizzazione con finalità di «educazione popolare», si legge su Le Figaro, ha deciso di proporre ai giovani dagli 11 anni in sù «uno corso drag che rompa gli schemi».

Il corso e le polemiche

L’obiettivo è quello di creare il proprio personaggio di drag queen scegliendo «un nome da drag e un genere» per condividere momenti di riflessione «sul genere, sugli stereotipi e su come giocarci». Nel corso i ragazzi si allenerebbero a sfilare sui tacchi con lo sguardo e l’espressione appropriati e a inscenare una performance drag. «Attualmente ci sono quattro bambini iscritti e quattro in lista d’attesa», ha affermato una fonte al giornale francese.

Insorgono le associazioni e i genitori. «Undici anni vi sembra un’età adatta per imparare a camminare sui tacchi e fare una performance drag, immersi in un ambiente fatto di scollature provocanti e trucco eccessivo?», ha denunciato Virginie Tournay, portavoce dell’associazione “Genitori vigilanti in Gironda”. «Le drag queen – ha continuato – appartengono a un mondo di adulti».

Le proteste delle associazioni

Anche le Associazioni familiari cattoliche (AFC) si sono accodate alle proteste e hanno lanciato una petizione (che ha raccolto quasi 1300 firme da quando è stata pubblicata) per chiedere l’annullamento di questo laboratorio.

«Lasciate che i bambini crescano in pace!» si sono ribellati i membri dell’associazione. «Questa iper-sessualizzazione è dannosa per i bambini e non è omofobia dirlo, è buon senso», si legge. «I bambini devono crescere senza influenze sul loro genere o orientamento sessuale. Una scelta libera implica che non ci sia nessun tipo di influenza», hanno aggiunto altri.

«Come genitore interessato, sono profondamente turbato da questo percorso, che non sembra essere nell’interesse dei bambini» ha sottolineato Rémi de Corbier, Presidente dell’AFC.
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