Nuovo record di gnl russo in Europa, ira di Bruxelles

UE: tagliare immediatamente i consumi di gas

L’Europa continua ad acquistare il gas naturale liquefatto dalla Russia in quantità record: dopo il picco di 22 miliardi di metri cubi di gnl importati via nave l’anno scorso, anche nel 2023 i flussi continuano a essere sostenuti: solo a febbraio, secondo Greg Molnar, analista dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), i Paesi dell’Ue avrebbero ricevuto dalla Russia un quantitativo record di 2 miliardi di metri cubi di gas liquefatto. Un commercio che resta florido nonostante il braccio di ferro energetico tra Bruxelles e Mosca. Troppo florido per la Commissione europea, che ha lanciato un appello ai governi: stop agli acquisti e niente più nuovi contratti di fornitura con la Russia.

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“Possiamo e dobbiamo liberarci completamente del gas russo il prima possibile, sempre tenendo presente la nostra sicurezza di approvvigionamento. Incoraggio tutti gli Stati membri e tutte le aziende a smettere di acquistare il gnl russo e a non firmare nuovi contratti con la Russia una volta scaduti quelli esistenti”, ha dichiarato la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, in audizione al Parlamento europeo. “Impegnarsi a non rinnovare i contratti esistenti con la Russia è il modo migliore per dare una garanzia a lungo termine ai nostri partner affidabili che la domanda rimarrà significativa”, ha precisato Simson. “Porteremo avanti ed estenderemo i nostri sforzi per la diversificazione nel mondo e per garantire forniture affidabili all’Europa”, ha detto ancora la commissaria.

Nel 2022, l’Ue ha quasi raddoppiato gli acquisti di gnl da Paesi terzi rispetto al 2021 per far fronte ai tagli nelle forniture di gas naturale dai gasdotti russi. Due terzi dell’aumento è stato reso possibile grazie alle importazioni dagli Usa. Anche Qatar, Egitto, Angola e Norvegia hanno dato il loro contributo. Ma la diversificazione delle fonti non è bastata a coprire il fabbisogno dell’Ue, soprattutto per garantire scorte di gas a sufficienza per affrontare l’inverno in corso senza rischi. Da qui l’aumento delle importazioni anche dalla Russia.
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