Di Maio, incarico UE da 12mila euro al mese

Luigi Di Maio

Da ministro del governo Draghi è stato protagonista di una clamorosa scissione dal M5S per poi fondare un partito tutto suo che alle elezioni ha fatto flop. Luigi Di Maio è diventato così un politico disoccupato di lusso. Ma ora le cose potrebbero cambiare. E non di poco.
L’ex leader del Movimento 5 Stelle sarà l’inviato speciale dell’Unione Europea nel Golfo Persico. Un incarico di prestigio, ben retribuito, che il 36enne campano ha ottenuto dopo una selezione effettuata da tecnici indipendenti. Alla fine l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell, ha deciso, anche se manca la nomina ufficiale: sarà l’ex capo della Farnesina a rappresentare l’Europa nel Golfo Persico dopo aver superato la concorrenza del cipriota Markos Kyprianou, dell’ex inviato dell’Onu in Libia Jan Kubis e dell’ex ministro degli Esteri e commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

Che lavoro farà?

Ma quale sarà il lavoro di Di Maio che negli ultimi anni si è diviso fra 3 ministeri (Lavoro, Sviluppo economico ed Esteri)? Senza troppi giri di parole dovrà affrontare la grave crisi energetica legata alla guerra in Ucraina e al crollo delle forniture di gas della Russia. Insomma dovrà instaurare rapporti con i paesi Arabi con i quali trattare su forniture e prezzi di gas e petrolio.

Lo stipendio netto di Di Maio

Un lavoro delicato che prevede oneri e onori. L’ex ministro godrà dello status di diplomatico che prevede, tra le tante agevolazioni, passaporto e immunità. Poi avrà uno stipendio che non mancherà di causare polemiche: circa 12 mila euro netti al mese (sottoposti alla tassazione agevolata Ue) che in un anno (indennità varie comprese) fanno 150 mila euro puliti. L’”ambasciatore” europeo avrà anche le spese pagate per i suoi frequenti viaggi e per lo staff di cui dovrà dotarsi.

L’ex ministro sotto attacco politico

L’incarico ufficiale ancora non c’è ma fioccano già le polemiche politiche con Di Maio bersagliato da più parti. Per i suoi ex amici del Movimento 5 Stelle, l’assunzione è la prova del risarcimento per il sostegno al governo Draghi dopo la scissione. Per i suoi avversari di sempre, come Gasparri di Forza Italia, si tratta di un incarico per il quale non ha le competenze. Il lavoro sul campo lo dimostrerà.  https://notizie.tiscali.it