Ursula von der Leyen si aumenta lo stipendio: 30mila euro in più

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di Carlo Nicolato – «Un elemento importante affinché l’inflazione non si rafforzi è evitare spirali prezzo -salari» ha solennemente affermato a inizio estate il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, riferendosi in particolare a quella che una volta da noi veniva chiamata “scala mobile”.
Niente di più corretto, l’indicizzazione automatica degli stipendi è un’aberrazione economica, una condanna a morte per le imprese che innesca spirali di aumenti senza fine con salari e inflazione che continuano a rimpallarsi. Ben venga dunque il monito della Ue contro la “scala mobile”, se non fosse che come al solito, come le monarchie meno illuminate che impongono regole ai sudditi che non valgono per il re, l’Unione Europea ha una scala mobile tutta per sé e se la tiene gelosamente stretta.

A giugno scorso, ad esempio, dipendenti e funzionari Ue, commissari compresi, hanno goduto di un aumento di stipendio dello 2,4% con arretrati annessi a partire da gennaio, visto che tale scatto è relativo agli adeguamenti decisi secondo l’inflazione dello scorso anno. Niente di politico, fanno sapere dalla Commissione, è un calcolo automatico introdotto nel 2013 per adeguare gli stipendi dei dipendenti al costo della vita. E come si chiama questa se non “scala mobile” o “wage indexation” come dicono gli anglofoni?

«Non potremmo essere più d’accordo, lo stesso sistema dovrebbe essere applicato a tutti i lavoratori europei» ha detto non a caso Luca Visentini della Uil, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati.

MECCANISMO
Per il momento però non è così. Ce l’hanno solo loro, o quasi, e secondo le regole che si sono dati da soli tale adeguamento può avvenire due volte l’anno e applicarsi retroattivamente se l’inflazione è salita al di sopra del 3 per cento nel periodo di riferimento, come è successo appunto tra luglio e dicembre 2021, quando l’inflazione in Belgio e Lussemburgo era in media del 3,5%. Per gran parte dei dipendenti infatti l’indicizzazione viene calcolata in base all’inflazione di questi due Paesi dove si trovano le sedi della Commissione, del Parlamento e delle Corti di giustizia, e non è un caso che proprio il Belgio e il Lussemburgo siano gli unici Stati membri della Ue ad aver mantenuto, contro ogni logica economica, la scala mobile.

La Banca centrale belga ha peraltro appena calcolato che l’indicizzazione dei salari di quest’ anno dovrebbe essere adeguata a un minimo di quasi il 10%, gettando nello scompiglio le imprese che hanno già annunciato che per loro, con l’aggiunta del conto delle bollette per l’energia, sarebbe la bancarotta certa. In Belgio perfino la famiglia reale rientra nella scala mobile e si calcola che per la fine dell’anno l’aumento della loro indennità totale sarà di circa 3,3 milioni.

Da una privilegiata aristocrazia all’altra la Commissione ha invece calcolato per se stessa un aumento dei salari che dovrebbe attestarsi anch’ esso tra l’8,5 e il 9,4%. Circa sessantamila tra dipendenti e funzionari ai quali verrà evitato il peso insostenibile dell’inflazione sotto il quale, invece, i comuni mortali soccomberanno. All’estremità inferiore della scala salariale di Berlaymont ciò rappresenta un aumento di oltre 260 euro al mese, pari a più di 3mila euro in più all’anno. Vi sembrano pochi? Pensate che invece un funzionario di alto grado (AD14) passerà da 15.590 euro al mese a 16.890, anche se non sembra tali fortunelli porteranno a casa uno stipendio da 1.300 euro in più al mese. Un commissario, uno qualunque, attualmente percepisce 19.910 euro al mese (più corpose indennità) e presto, perché non si preoccupi del costo delle bollette, porterà a casa 21.600 euro, un aumento di 1.700 euro. E il Presidente della Commissione europea? Ursula von der Leyen prenderà 2.500 euro in più mensili, pari a 30mila euro in più all’anno. Totale: 27.667 più indennità.

L’altra faccia della medaglia è che se i ministeri del Tesoro di Belgio e Lussemburgo hanno già lanciato l’allarme, un aumento del 10% dei salari dei dipendenti pubblici sarebbe mortale per le casse dello Stato. Lo scorso anno i dipendenti Ue avevano ricevuto un aumento dell’1,9% per un totale, secondo calcoli ufficiosi, di 200 milioni in più di spesa. Gli aumenti di quest’ anno potrebbero voler significare un esborso aggiuntivo di oltre il miliardo. Un’enormità che secondo i ben informati dovrà per forza trasformarsi in tagli del personale.

Questo significa che il benessere di alcuni si trasformerà in una fregatura per altri, più precisamente i sempre più numerosi dipendenti con un contratto temporaneo, ovvero i meno pagati, fino a un quarto rispetto ai pari mansioni con contratto interno, ma anche i più impiegati (nel lavoro duro). E a chi rimarrà toccherà lavorare di più di quelle due ore effettive giornaliere che sono la media per buona parte degli schiavi di Berlaymont.

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