Referendum sulla giustizia, Unione Camere Penali: incivile silenzio censorio

referendum sulla giustizia

Referendum sulla giustizia senza quorum mentre inizia oggi alle 14 lo spoglio delle schede delle elezioni amministrative 2022. L’affluenza alle comunali è stata del 54,72%, secondo il dato definitivo sul voto relativo agli 818 Comuni gestiti dal Viminale. Alle consultazioni precedenti l’affluenza era stata del 60,12%.

Il flop dei referendum è stato segnato da un’affluenza rimasta ieri per tutto il giorno sotto il 20% e ora intorno al 20,8. I cinque quesiti – sull’abolizione della legge Severino, sulla limitazione della custodia cautelare, sulla separazione delle carriere dei magistrati, sul voto dei membri laici dei Consigli giudiziari nella valutazione dei magistrati, sull’abolizione della raccolta firme per l’elezione dei togati al Csm – non hanno spinto gli italiani alle urne.

“Grazie ai 10 milioni di italiani che hanno scelto di votare per cambiare la Giustizia. È nostro dovere continuare a far sentire la loro voce!” ha twittato Matteo Salvini.

Referendum sulla giustizia, incivile silenzio censorio

Di “incivile silenzio censorio” sul voto referendario ha parlato la Giunta dell’Unione Camere Penali. “La storia dei referendum in Italia è da sempre una storia di ostracismo e di avversione al voto democratico diretto”, hanno sottolineato le Camere Penali, esortando: “Occorre ora che l’impegno politico dei liberali di questo paese per una giustizia più giusta, tra i quali in prima fila l’Unione delle Camere Penali Italiane, sappia trovare da subito la forza per rilanciare le proprie idee e le proprie battaglie”. ADNKRONOS

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