Bologna, Marta Collot: “aggrediti da gruppi neonazisti ucraini”

Marta Collot

di Antonio Amorosi per www.affaritaliani.it –  Bologna. Aggressioni e violenza contro chi si oppone alla guerra in Ucraina. Anche un tentativo di violenza sessuale. Pedinata dall’uscita di casa, circondata e spinta a terra da due uomini e una donna che hanno tentato di spogliarla per violentarla. E’ quanto accaduto a Bologna ad una ragazza, riuscita a salvarsi usando uno spray al peperoncino. “Ma è l’epilogo di una serie di tentativi di aggressione che abbiamo subito da gruppi neonazisti ucraini”, racconta ad Affaritaliani.it Marta Collot di “Potere al popolo”. “Tutto è accaduto dopo l’iniziativa contro la guerra del 23 aprile scorso”. Secondo la ragazza, gli aggressori, tutti biondi, sono gli ucraini che…

Che sta succedendo?

Siamo degli attivisti contrari alla guerra e all’invio di armi in Ucraina. L’iniziativa del 23 aprile in Bolognina era una festa di strada dell’associazione “Oltre il Ponte”

Sì, abbiamo scritto su quanto accaduto…

Le stesse persone che ci hanno aggredito in quel contesto sono state avvistate al corteo del 25 aprile antifascista a Bologna, ci riprendevano. Alla manifestazione del primo maggio, organizzata dal sindacato di base USB, e dove eravamo anche noi, si è ripetuta la scena e la sera c’è stato un tentativo di scasso della porta del Barnaut. Il bar, attivo alle nostre iniziative, era tra gli organizzatori della festa in Bolognina

Un tentativo di scasso. Ma queste persone vi hanno seguito!?

Quelli del bar partecipavano anche all’iniziativa del primo maggio. In uno di questi “avanti e indietro” tra il bar e la piazza dove c’era la festa c’è stato questo tentativo di scasso

Voi parlate di aggressione. Ma queste persone che vi hanno seguito alle manifestazioni sono state riconosciute come gli ucraini che erano alla festa del 23 aprile?

Qualcuno sì, era lì, altri no, si sono aggiunti. Quando abbiamo chiesto perché stavano filmando non si sono giustificati o scusati, ma sono andati via. Però la stessa notte del primo maggio una macchina di nostri compagni è stata trovata con le ruote squarciate. E’ una macchina riconducibile alla nostra organizzazione sia per gli adesivi sul cruscotto sia perché facilmente riconoscibile ed era presente anche alla festa del 23

Ho letto che in questi giorni c’è stato anche un tentativo di violenza nei confronti di una ragazza del vostro gruppo, però questo fatto non è riconducibile a quanto accaduto il 23 o sbaglio?

Noi pensiamo di sì. E’ successo il 4 maggio, pochi giorni dopo i fatti che le ho raccontato. La ragazza è una compagna del gruppo “Cambiare rotta”, è iscritta a “Potere al popolo” ed era presente sia alla festa del 23 che a quella del primo maggio. È una ragazza molto riconoscibile, sempre in prima linea. Il primo maggio aveva un ruolo nel servizio d’ordine dell’iniziativa. E la caratteristica dell’aggressione è così anomala che somiglia molto a un tentativo di violenza sessuale come arma di guerra. Perché nell’aggressione era presente una donna

Una donna? Non avevo mai sentito una cosa del genere. Oggettivamente è davvero…

…inquietante, sì. C’erano due uomini e una donna

Ma come si è svolta l’aggressione?

L’hanno presumibilmente seguita, poi aggredita, spinta a terra. Lei ha sbattuto la testa, ha riportato un trauma cranico per fortuna non grave, gli si sono buttati addosso e hanno cercato di spogliarla e lei per fortuna è riuscita prontamente a reagire con uno spray al peperoncino e li ha messi in fuga.

Hanno cercato di spogliarla? Ma dove è successo?

Sì, hanno cercato di spogliarla per una violenza sessuale. E’ successo in centro, a porta Mazzini

Siete un movimento politico. Avete mai subito aggressioni del genere prima del 23?

No, mai. Quello che stiamo denunciando noi si inserisce in un contesto di una gravità inaudita. Sarebbe miope pensare che questa cosa riguardi un gruppo politico, riguarda tutti.

Certo, giuste o sbagliate che siano le idee espresse, se è così come mi racconta lei, mi sembra un livello barbarico…

Credo sia il risultato di un’escalation. Dire che la guerra non bisogna fermarla ma vincerla produce nel piccolo anche situazioni come questa, avendo sempre più alzato i toni della discussione. Il fatto grave è che le istituzioni e i media abbiano sdoganato con questa istigazione alla guerra i nazisti ucraini sul territorio. L’Italia sta partecipando al conflitto nonostante la maggioranza della popolazione sia contraria alla guerra e all’invio di armi. Il Partito Democratico e quindi anche il governo di questa città è tra i primi guerrafondai

Ma voi state con Putin o siete simpatizzanti putiniani?

No, assolutamente no. Siamo pacifisti e contro la guerra. Credo sia grave che chiunque si opponga alla guerra venga etichettato come filo putiniano. E ancora più grave che si renda accettabile quanto accaduto

Questi episodi che avete denunciato politicamente li avete anche denunciati alle forze dell’ordine?

Sì, tutti denunciati. E denunciamo che ci sia stato un silenzio da parte il Comune di Bologna perché non c’è stata una presa di parola neanche su quanto accaduto alla ragazza. L’unica che si è espressa è stata Emily Clancy (vicesindaco di Bologna, ndr) ma con toni che francamente fanno capire che non si sta prendendo seriamente la questione, anzi. E’ stato chiesto formalmente un incontro a sindaco e vicesindaco per discutere della situazione e chiedere se per loro questo è accettabile.

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