Contrario all’invio di armi all’Ucraina, Pd e Iv chiedono dimissioni di Petrocelli

Vito Petrocelli

“Penso che per il M5S sia arrivato il momento di ritirare ministri e sottosegretari dal governo Draghi. Questo governo ha deciso di inviare armi all’Ucraina in guerra, rendendo di fatto l’Italia un paese co-belligerante”. Lo ha detto all’AGI Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri del Senato.

“Intanto io confermo la mia contrarietà alla fornitura di armi prevista dal Decreto Ucraina, che ci catapulta nel conflitto in corso, complicando enormemente le possibilità di giungere ad un accordo di pace”. “Il mio messaggio al Movimento 5 Stelle è chiaro. Ci sono diversi motivi per staccare la spina a questo governo; partecipare in qualche modo a questa terribile guerra è solo l’ultimo e il più grave. Da questo momento io non gli darò più la fiducia”.

Iv con Laura Garavini ha chiesto a Vito Petrocelli di fare un passo indietro dalla presidenza della commissione Esteri durante la riunione della commissione in corso al Senato. Una richiesta a cui sono seguite le parole del senatore Pd Luigi Zanda che, a quanto apprende l’Adnkronos, ha chiesto all’esponente M5S di trarre le conseguenze delle sue dichiarazioni e dei suoi voti contrari: non è più in grado di esercitare ruolo di garanzia e equilibrio.

i soci degli atlantisti nostrani

Garavini inoltre, si riferisce, ha rinnovato la richiesta di un passo indietro a Petrocelli a maggior ragione “dopo il significativo intervento di Draghi stamani che ha richiamato ‘unità del Parlamento’ esprimendo apprezzamenti anche verso l’atteggiamento dell’opposizione”. Duro anche il leghista Stefano Lucidi.

Ma Petrocelli non ha intenzione di andare incontro alle richieste e dimettersi. “Non lascio la presidenza della commissione Esteri”, ha detto durante la riunione.

 

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