La Natività ai tempi di Omicron: che l’umanità si riaffermi su questa Scienza

Natività ai tempi di Omicron

di Giampaolo Imbasciati – Tornare a far nascere Gesù nel 2021 non è affare alla portata di tutti. Rinnovare lo spirito della fede nella sera della Vigilia di Natale nell’attuale contesto di una civiltà decotta ed asservita ai dogmi calati dall’alto non è da meno.

L’ipocrisia, serva del potere, come più di duemila anni fa è tornata a prevalere sulla collettività. Il tutti contro tutti metabolizzato dal modello di socialità digitale ha fatto riemergere l’istintività e la aggressività by default quale unico paradigma asintotico di bestialità umana.

Non più un sorriso, una stretta di mano, un abbraccio per strada, se non sotto la guida vincolata dei DPCM, della mascherina, del tampone: divinità contemporanee in questa epoca di rinascita del culto pagano. Culto guidato da apparentemente sconclusionate organizzazioni globali suggeritrici di metriche, parametri ed eseguite all’unisono da improbabili vassalli di sistema calati a governare. Molti dei quali volutamente insignificanti.

La divisione ha vinto sull’unità della comunità e delle famiglie, di mariti contro mogli, di padri contro figli, di fratelli contro sorelle, di operai contro operai, di medici contro medici, di amici contro amici. Una civiltà guidata dal controllo autoritario sulla libertà individuale, dall’ingiustizia e dalla disparità in luogo della equità, dall’odio in luogo dell’aiuto del prossimo. Una divisione che giova ai quartieri di comando globali, niente di più facile e divertente che vedere la bestialità allo scanno in un caos programmato.

Il percorso (per i credenti) di vita di auto-illuminazione cristiana verso ciò che è bene, di dedizione verso il prossimo, sembra un qualcosa appartenente ad un’epoca passata. Sono bastati due anni di comunicazione monotematica virale ininterrotta e pulsata a tutte le ore del giorno e della notte, su ogni media possibile, attraverso ogni canale immaginabile, a polarizzare le masse terrorizzate dal virus e dalle sue naturali ed insequenziabili varianti e mutazioni. Un non senso.

Un non senso che ha corrotto l’empatia verso i propri simili, che ha annichilito il contatto fisico e visivo, fatto anche di piccoli gesti di espressioni del volto, di incontro di frequenze e vibrazioni corporee. Un non senso che ha voluto affossare il pensiero non solo razionale, ma anche quello critico non conforme.

La lotta contro i virus sono un continuum nell’evoluzione della specie umana che ne hanno fortificato la specie stessa nel tempo. Specie umana che eppure ha vissuto le guerre create come valvole di scarico di fallimenti congiunturali socio economici e storici. Guerre che hanno portato altro che ad un baratro di sofferenze sempre maggiore. Fame e migrazione massive di popoli ne sono sempre state dirette conseguenze.

Niente mi toglie dalla testa che Gesù, vissuto nella piena non conformità del suo tempo, processato per sedizione (uno dei peggiori reati ipotizzabili contro l’autorità romana nella Palestina), “cospiratore” pratico tutt’altro che teorico, sostenitore di una rivolta del suo popolo di ultimi verso ciò che sembrava giusto, tornando a manifestarsi tra gli uomini, ancora una volta accoglierebbe i non conformi, i non-inclusi, i non degni: gli invaccinabili, i dalit del sistema di castizzazione contemporanea quali gli ultimi assuntori di un rischio.

Già perché non si capisce dove sia il rischio per tutti gli altri, i conformi, in quanto già abbondantemente coperti ed immunizzati grazie alla Scienza privatizzata di cui si fidano senza un dubbio; Scienza che pure ha subito eclatanti processi ed ammende miliardarie per frode, per mancanza di trasparenza e per manipolazione dei mercati. Una vera e propria fede ipocrita necessaria per il mantenimento di una ipotizzata libertà futura.

Se gender, drogato, alcolizzato, fumatore (e ne potremmo mettere di ogni tipo), sono tutti oggetto di equa inclusione al giorno di oggi, accolti a braccia aperte e curati dal sistema mediatico, questo non si può dire per i non vaccinati, casistica non prevista nella inclusione. Un non senso.

Mi domando cosa potrebbe pensare Gesù, il radicale, tornando in questo Natale, Lui che tanto si adirò contro la falsa burocrazia e le ambizioni materialistiche del tempo, degli attuali sostenitori del super green pass (super o minus), dei virologi e degli immunologi & Co, quali star socialtè mediatiche del momento. Farisei contemporanei che vivono di contributi alla ricerca e prebende del sistema stesso.

Come potrebbero mai pensare questi stessi, dichiarandosi in molti casi cristiani – con beneficio del nostro dubbio – di criticare i sostenitori materiali stessi del loro sistema di ricerca mantenuto in vita da fondazioni private e corporativismo (Trial e protocolli clinici da chi si pensa che vengano finanziati?).

Farisei della scienza

Questi farisei della Scienza odierna, solo la loro, senza un dibattito, stroncano il pensiero critico ed il confronto con chi cerca in realtà trasparenza e verità e che invece è banalmente massificato come cospiratore o radicale, anche se l’argomentazione e presentata da un premio nobel, fatto sentire non più adeguato al tempo delle menzogne (penso a L.Montagnier).

Che il mondo sia guidato da centri di potere è noto sin dal tempo dei tempi, non si tratta di teoria della cospirazione, ma di fatti ed eventi che andrebbero riletti interamente in chiave di analisi storico forense; scopriremmo verità in molti casi diverse ed assai più scomode di quelle note.

Lasciamo che questo Natale porti a tutti quanti il rinnovato dono dell’amore familiare, del senso dell’ascolto, della accoglienza del prossimo, dell’integrazione, contro il puritanesimo oscurantista di questo tempo; lasciamo anche che una rinnovata luce si stenda sulla ipocrisia della civiltà umana, con un sincero augurio per tutti da cristiano, con difetti, che l’umanità si riaffermi su questa Scienza.

www.lagazzettadilucca.it

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