Reggio Emilia, “Cecilia uccisa due volte: dalla legge che non l’ha protetta e da quell’orco”

donna uccisa Cecilia Juana Hazana Loayza

Mentre la comunità di Reggio Emilia si stringe nel dolore intorno ai familiari e agli amici di Juana Cecilia Hazana Loayza, la 34enne peruviana sgozzata ieri in un parco cittadino, madre di un bimbo di un anno e mezzo, emergono nuovi dettagli sul suo ex, il 24enne parmigiano Mirko Genco che ai carabinieri reggiani ha confessato il delitto e che ora si trova in carcere.

Un passato da stalker quello di Genco, che – libero dal 4 novembre per aver patteggiato due anni dopo le denunce di Juana Cecilia – un anno fa era stato denunciato da un’altra ex. Ma anche un passato segnato da un altro femminicidio. Quello di sua madre che, quando lui era 19enne, nel 2015, fu uccisa dall’ex convivente tunisino. Mirko ieri ha ammesso subito le sue responsabilità durante l’interrogatorio con i carabinieri di Reggio Emilia. ​ (il mattino)

Uccisa due volte

“Era una morta che camminava”, le parole terribili ma significative sono quelle di Anna De Chiara, l’amica di Juana Cecilia Hazana Loayza, uccisa venerdì notte a Reggio Emilia che racconta e descrive non solo il carattere “solare” della 34 enne ma soprattutto lo choccante periodo che stava vivendo: “Sono state fatte tantissime denunce, aveva paura”. Ed infine una conclusione che fa riflettere: “E’ stata uccisa due volte: dalla legge che non l’ha protetta e da quell’orco”.

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