Magistratura, verbali secretati e loggia massonica ‘Ungheria’

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Magistratura, verbali secretati e loggia massonica ‘Ungheria’ – Le verifiche dei magistrati chiamano in causa – come scrivono stamane alcuni quotidiani – i verbali, tuttora secretati, e resi in cinque occasioni nel 2019 dall’avvocato siciliano arrestato nel 2018, indagato per i depistaggi dell’inchiesta Eni e per vari episodi di corruzione di giudici. Amara per le pendenze giudiziarie ha patteggiato 2 anni e otto mesi di pena, ma il suo nome è citato anche nelle vicende dell’ex pm romano Luca Palamara, radiato dalla magistratura e accusato d’aver pilotato nomine in cambio di regali e favori.

Secondo quanto si spiega sui quotidiani – a cominciare dal Corriere della sera, Fatto e Repubblica – le carte degli interrogatori di Amara sono stati consegnati Davigo, e mentre le indagini erano in corso, alcuni giornali hanno iniziato a riceverli con una missiva anonima che ne sollecitava la pubblicazione.

La loggia massonica

La loggia massonica “Ungheria” – Amara, in particolare, ha parlato dell’esistenza di una loggia massonica ‘Ungheria’. Alcuni mezzi di stampa ieri hanno spiegato che Amara coinvolgeva l’ex premier Giuseppe Conte e l’ex deputato e già vicepresidente del Csm Michele Vietti. Sempre secondo quanto riferito dai giornali i verbali di Amara sono stati inviati per posta anche al consigliere del Csm Nino Di Matteo che, a sua volta, ne ha denunciato l’esistenza alla Procura di Perugia e ha dichiarato al Consiglio superiore della magistratura di temere che la loro circolazione era legata a un “tentativo di condizionamento”.

Davigo: “Su verbali di Amara inusuale ritardo indagini” – “Ritengo inusuale quello che era accaduto a monte, cioé che un sostituto procuratore della Repubblica lamentasse che non gli consentivano di iscrivere una notizia di reato”. Così Piercamillo Davigo, ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ai microfoni del Tg2 parla dei verbali che un anno fa gli ha consegnato Paolo Storari, magistrato della Procura di Milano.

Si tratta di verbali ancora segreti con le deposizioni dell’avvocato siciliano Piero Amara. “Non posso parlare del contenuto di quei verbali – aggiunge -, posso solo dire che per fare le indagini bisogna iscrivere una notizia di reato, che siano vere o che siano false le cose dette, e non è pensabile di ritardarle ingiustificatamente”.

Quindi Storari, “per tutelarsi – spiega Davigo – ha ritenuto di informare una persona che conosceva, un componente del Csm, io a mia volta ho informato chi di dovere su cosa stava accadendo”.

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“C’è stato un ritardo a mio giudizio non conforme alle disposizioni normative nell’iscrizione della notizia di reato, e un ritardo conseguente nell’avvio delle indagini – sottolinea l’ex componente del Csm -. Non è questione di lotte interne, è questione che c’è un soggetto che fa delle dichiarazioni di estrema gravità, che siano vere o false, o che siano in parte vere e in parte false, è necessario fare le indagini per saperlo”.  www.rainews.it

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