Covid Bergamo, il primario Andrea Gianatti: “Migliaia di vite salvate con le autopsie”

Andrea Gianatti

Si chiama Andrea Gianatti ed è direttore del dipartimento di medicina di laboratorio e dell’unità di anatomia patologica (che si occupa delle autopsie e di analisi dei tessuti) dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Egli ha visto e vissuto l’emergenza sanitaria che si è riversata sugli ospadali bergamaschi: tutti si ridordano infatti la terribile situazione che c’era, soprattutto in Lombardia, durante la prima ondata.

La particolarità del primario è stata quella di andare controcorrente: l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute sconsigliavano di eseguire le autopsie sui corpi deceduti a causa del Covid, ma Gianatti ha “deciso di andare contro queste direttive: ero più utile al microscopio che nei turni in terapia intensiva, quindi il 13 marzo abbiamo eseguito la prima autopsia sul nostro paziente zero e poi ne abbiamo eseguite quattro o cinque al giorno fino a fine aprile”, citando le sue parole.

Da quel momento Andrea Gianatti e il suo collega Aurelio Sonzogni hanno, ad oggi, eseguito più di 3000 autopsie. Fare ciò ha comportato un elevato livello di rischio, nonostante i locali per le autopsie dell’ospedale Papa Giovanni siano una rarità e un’eccelenza a livello nazionale.

Andrea Gianatti: così abbiamo capito la causa della morte

Nel corso di un’intervista di Prima Bergamo, alla domanda “Ma è al microscopio che avete scoperto la verità?” ha risposto: “Sì, la sorpresa c’è stata osservando i prelievi a livello microscopico: abbiamo finalmente capito il motivo di un’alterazione talmente estesa e grave, che spiegava le morti così veloci per insufficienza respiratoria.”

“La terapia fino a quel momento si concentrava sul curare gli alveoli polmonari, mentre le trombosi e occlusioni dei vasi polmonari, che abbiamo riscontrato al vetrino per la prima volta non erano state considerate, né previste”.

Andrea Gianatti ha poi concluso: “Guardi è come se un idraulico si mettesse ad aggiustare un calorifero che perde, mentre i tubi sono tutti rotti e la casa si sta allagando. Il calorifero sono gli alveoli, i tubi sono i vasi sanguigni e la casa sono i polmoni. Un cambio completo di paradigma diagnostico”. affaritaliani.it

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