Iran, “sabotaggio al complesso nucleare di Natanz”

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Un incidente all’impianto elettrico del complesso nucleare di Natanz in Iran blocca la centrale per l’arricchimento dell’uranio impoverito creando un black-out. L’incidente non ha causato né vittime né dispersione di materiale radioattivo, ma è il secondo in meno di un anno. Teheran parla di “sospetto sabotaggio, causato da una “infiltrazione”. Le autorità pensano perfino a un “sabotaggio terroristico”, ma non hanno ancora reso pubblici i dettagli delle indagini condotte da una commissione parlamentare capitanata da Malek Shariati e assicurano che verranno annunciati presto.

Proprio ieri nel complesso nucleare per l’arricchimento dell’uranio “Chahid-Ahmadi-Rochan”, 100mila metri quadrati costruiti otto metri sotto terra nell’Iran centrale, le autorità iraniane hanno inaugurato alcune centrifughe di nuova generazione, in piena violazione dell’accordo sul nucleare del 2015. A luglio scorso, un avanzato impianto di assemblaggio di centrifughe era stato gravemente danneggiato da una misteriosa esplosione.

“Attacco informatico al complesso nucleare di Natanz”

Secondo i media israeliani ​non è stato un “incidente” bensì un attacco informatico e il danno è molto più grave di quello che il governo di Teheran sta raccontando in pubblico. Ne è convinto il quotidiano israeliano Jerusalem Post, secondo cui quello di oggi è un black-out causato da un attacco informatico, forse da parte di Israele stesso. www.rainews.it

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