AstraZeneca e trombosi, Oms: “Legame plausibile ma non confermato”

oms AstraZeneca e trombosi

AstraZeneca e trombosi, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con il suo Comitato consultivo sulla sicurezza dei vaccini ha definito “plausibile ma non confermato” un legame fra il vaccino anti-Covid e i rari casi di coaguli di sangue con bassi livelli di piastrine osservati dopo la vaccinazione. Si tratta di casi “molto rari”, è stato puntualizzato dagli esperti Oms secondo quanto riporta la ‘Bbc online’, segnalati fra le circa “200 milioni di persone vaccinate con AstraZeneca a livello globale”. (Adnkronos)

L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha riscontrato un possibile legame fra il vaccino anti-Covid di Astra-Zeneca e alcuni casi estremente rari di eventi trombotici, ma ha confermato il giudizio positivo sul rapporto rischi-benefici del farmaco. L’Ema ha concluso inoltre che le trombosi con bassi livelli piastrinici dovrebbero essere elencate fra gli effetti collaterali molto rari del farmaco. Non è stato possibile individuare una causa per gli eventi tromboembolitici rari a seguito delle somministrazioni del vaccino di AstraZeneca e “non sono stati identificati rischi generalizzati nella somministrazione di questo vaccino, quindi non abbiamo ritenuto necessario emettere raccomandazioni” specifiche per ridurre il rischio.

Lo ha detto Sabine Straus, presidente del comitato di sicurezza dell’Ema Prac. “Il comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac) ha concluso che i coaguli di sangue insoliti con piastrine basse dovranno essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (nome attuale del vaccino di AstraZeneca)”.

AstraZeneca e trombosi – benefici e rischi

“I benefici del vaccino AstraZeneca si confermano superiori agli eventuali rischi”, ha detto nel corso di una conferenza stampa Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia Europea per i Medicinali. “Il rischio di mortalità da Covid è molto più alto del rischio di mortalità di questi effetti collaterali”, ha detto Emer Cooke. “La maggior parte dei casi finora segnalati” all’Ema “si è verificata in donne di età inferiore ai 60 anni” ed “entro 2 settimane dalla prima dose” mentre l’incidenza dei casi sospetti dopo la seconda dose “è limitata”, dichiara l’Ema.

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