Missione verde, comandante dei Carabinieri: “impariamo da Greta”

Il comandante dei carabinieri, Teo Luzi, in un’intervista a ‘La Repubblica’ parla dell’importanza dell’ambiente: “Guardo ai ragazzi come Greta perché dobbiamo imparare da loro: testimoniano l’importanza di contrastare il cambiamento climatico e di riscattare la Terra dall’inquinamento”. (Riscaldamento globale: anatomia di una TRUFFA, ndr)

“A me piace definirli ‘i nuovi ecologisti’ – aggiunge – hanno una sensibilità per il destino del Pianeta da cui possiamo solo imparare. Sono in grado di comprendere la fragilità del nostro ecosistema e trasformarla in buone pratiche. Il punto chiave è proprio quello della consapevolezza: abbiamo smesso di tener conto dell’armonia del pianeta, considerandoci i padroni della Terra”.

Tra i compiti dell’Arma, ricorda: “Oltre all’incessante attività di vigilanza contro chi deturpa, c’è la cura del territorio con un impegno di prevenzione altrettanto significativo. Quanto alle verifiche, ne abbiamo già realizzate oltre 120 mila accertando 14 mila violazioni. La cura è una missione che va oltre la repressione ed è centrale. Posso individuare il colpevole di un reato ambientale, ma il danno prodotto devasta quel patrimonio per generazioni”.

Ma in campo c’è anche un considerevole sforzo per l’educazione e la comunicazione ambientale: “Abbiamo lanciato, con il ministero dell’Ambiente, il progetto ‘Un albero per il futuro’. I carabinieri della biodiversità saranno nelle scuole, quando la ripresa delle attività lo consentirà, mettendo a dimora insieme ai ragazzi oltre 50.000 alberi”. (ANSA)

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C’è ben poco di moderno, in realtà, nell’arcaico mitologismo dell’approccio scientista (non più scientifico) degli ultimi decenni, in cui un gruppo di tecnici allevati dall’Onu ha decretato l’origine meramente antropica delle variazioni climatiche che stanno mettendo a dura prova l’ecosistema terrestre. Come se si trattasse di un nuovo credo religioso, gli specialisti dell’Ipcc Panel hanno avuto bisogno – per diffondere le loro tesi – di un clero particolarissimo, supportato dai grandi media e capitanato da una influencer svedese di appena 16 anni. Tipicamente medievale, in senso deteriore, lo stile della narrazione: è così, punto e basta.

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