Sermonti: come la Scienza è diventata Religione. Irrazionale

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dal blog di Marco Tosatti – Il grande biologo e genetista Giuseppe Sermonti, scomparso nel 2018, essendo profondamente cattolico e critico verso lo scientismo e il darwinismo, fu sempre messo da parte, se non persino isolato dall’establishment accademico. Se Sermonti fosse vivo oggi avrebbe probabilmente molte osservazioni interessanti da fare su quanto sta accadendo intorno alla pandemia Covid e vaccini.

Essendo morto due anni prima del debutto della pandemia, queste riflessioni si possono trovare solo nei suoi scritti. Uno in particolare: “Una scienza senz’anima” (Lindau 2008), leggendo il quale, molti anni fa, fui incuriosito da un’osservazione ivi contenuta: “La vaccinazione era antichissimo rituale cinese”.

Vi offro alcuni estratti riferibili ai momenti che stiamo vivendo, cercando di non proporre nulla che equivalga a una conclusione, ma solo a spunto per riflessioni. Del tipo “La scienza è la prima religione che pretenda di fare proseliti vantando i propri benefici, anziché la propria verità..”.

  • – (riferendosi alle malattie infettive) “Dopo che una comunità ha sopportato per lungo tempo una malattia infettiva, questa si manifesta in forma attenuata, diventa endemica e colpirà soprattutto l’età giovanile. La malattia infettiva con suoi effetti letali (la mortalità descrive una curva che declina fino ad azzerarsi) non è uno stato naturale permanente. Commenta l’epidemiologo britannico Thomas McKeown (1912-1988) che l’andamento della mortalità per le malattie infettive è stato indipendente sia dalle misure mediche che dai grandi sviluppi economici e sociali nei tre secoli passati (riferendosi al vaiolo)”.
  • – Quando la vaccinazione fu resa obbligatoria la malattia era quasi scomparsa, e per decenni la vaccinazione è stata applicata come un rituale semireligioso da compiere su ogni bambino in devozione alla scienza medica e nel migliore dei casi con assoluta inutilità”.
  • – (riferendosi all’impulso della organizzazione medico sanitaria nel miglioramento della nostra salute):
  • – “..non avrebbe quindi avuto alcun importante impulso nel miglioramento delle condizioni di salute. Anzi la medicina ha profittato di questo spontaneo declino della malattia infettiva per attribuirsene il credito e fondare su questo la sua colossale organizzazione. Essa ha riscosso il frutto di un processo naturale esigendo non solo sul piano economico ma anche su quello intellettuale che la riconoscenza dell’uomo si rivolgesse verso di lei. E lo ha fatto con tale arroganza da insinuare la minaccia, a chi avesse osato rifiutare le sue prestazioni, di respingere nuovamente il mondo nei secoli oscuri delle pestilenze”.
  • – (riferendosi alla industria farmaceutica): “curare l’ammalato e lenire le sofferenze son precetti giusti e civili, ma nulla hanno a che vedere con la grossa industria farmaceutica o la titanica organizzazione sanitaria. Essi hanno sviluppato il medicamento e la prestazione medica come mezzo di consumo ed han trasformato l’uomo moderno in un insaziabile consumatore di farmaci”.

Non sono riflessioni di un sciocco scettico negazionista, bensì di uno scienziato di altissimo livello, scomparso due anni fa, che ha fondato la genetica dei microorganismi produttori di antibiotici ed ha presieduto la International Commission for Genetics of Industrial Microorganism; inoltre fu Presidente della Associazione Genetica Italiana, Vicepresidente del XIV congresso internazionale di Genetica a Mosca, ordinario di Genetica, direttore della Rivista di Biologia, eccetera… RVC

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