Papa in Iraq: fondamentalismo non accetta pacifica coesistenza

Papa in Iraq

5 mar. – “Negli scorsi decenni, l’Iraq ha patito i disastri delle guerre, il flagello del terrorismo e conflitti settari spesso basati su un fondamentalismo (islamico, ndr) che non può accettare la pacifica coesistenza di vari gruppi etnici e religiosi, di idee e culture diverse. Tutto ciò ha portato morte, distruzione, macerie tuttora visibili, e non solo a livello materiale: i danni sono ancora più profondi se si pensa alle ferite dei cuori di tante persone e comunità, che avranno bisogno di anni e anni per guarire”.

Così il papa in Iraq nel discorso al palazzo presidenziale di Baghdad rivolto alle autorità civili e al corpo diplomatico, il primo discorso ufficiale in Iraq.

“In questi anni l’Iraq ha cercato di mettere le basi per una società democratica. È indispensabile in tal senso assicurare la partecipazione di tutti i gruppi politici, sociali e religiosi e garantire i diritti fondamentali di tutti i cittadini. Nessuno sia considerato cittadino di seconda classe. Incoraggio i passi compiuti finora in questo percorso e spero che rafforzino la serenità e la concordia”.

Così Papa Francesco nel discorso al palazzo presidenziale di Baghdad rivolto alle autorità civili e al corpo diplomatico, il primo discorso ufficiale in Iraq.

“La Santa Sede, in Iraq come altrove, non si stanca di appellarsi alle Autorità competenti perché concedano a tutte le comunità religiose riconoscimento, rispetto, diritti e protezione. Apprezzo gli sforzi già intrapresi in questo senso e unisco la mia voce a quella degli uomini e delle donne di buona volontà affinché essi proseguano a beneficio del Paese”.  ASKANEWS

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