Caso Giada Giunti, Rampelli: interrogazione a ministre Cartabia e Bonetti

Giada Giunti

“Sono ormai anni che ci occupiamo della drammatica vicenda di Giada Giunti, la mamma che vive la tragedia di un figlio che le e’ stato strappato e la disgrazia di una giustizia minorile piena di errori, inadempienze, omissioni, elusioni della normativa sui minori. La vicenda giudiziaria e’ di una tale arbitrarieta’ da far sorgere pesanti sospetti sulla legalita’ e sull’ alterita’ della magistratura nel suo rapporto con le varie professionalita’”.

È quanto dichiara in una nota il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha depositato un’interrogazione alla ministra della Giustizia Marta Cartabia e alla ministra della Famiglia Elena Bonetti sulla vicenda di Giada Giunti, alla quale dal 2016 e’ stato strappato il figlio. “In questo caso- ha aggiunto Rampelli- non si riesce davvero a capire come sia stato possibile la collocazione del bambino in una casa famiglia e poi l’affidamento al padre, denunciato dall’ex coniuge per violenza domestica e riconosciuto dalle autorita’ competenti come persona pericolosa per il figlio perche’ violento.

Il figlio di Giada Giunti mai stato ascoltato dai giudici

Il minore, che vuole tornare con la madre, non e’ mai stato ascoltato dai giudici, ne’ e’ stata mai presa in considerazione dal Tribunale la documentazione fornita dalla madre”. Ha osservato ancora: “Le ministre Cartabia e Bonetti si occupino di questa vicenda per le parti di loro competenza attraverso l’invio di ispettori presso il Tribunale dei minori e presso i servizi sociali incaricati.

L’interesse superiore del bambino dev’essere tutelato e questo diritto puo’ essere garantito soltanto con il suo ritorno dalla madre”. Ha concluso Rampelli: “L’ex ministro Bonafede, rispondendo a un’interrogazione ha chiesto venisse rispettato ‘il pieno diritto di ascolto del minore considerato che nel caso trattato sembrerebbe essere completamente trascurata la volonta’ di quest’ultimo’.

L’ascolto e’ un diritto, ma soprattutto un obbligo del giudice in tutti i procedimenti che riguardano il minore, sancito dall’art. 13 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, dall’art. 6 della Convenzione di Strasburgo e, non ultimo per importanza, dagli articoli 315 bis, 336 bis e 337 octies del nostro codice civile”. (Com/Sim/Dire) 14:32 01-03-21

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